Mercoledì, 02 Dicembre 2020
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LA PROTESTA

Messina, ordine medici contro riduzione corse nello Stretto: "Costretti a ore di fila per rientrare"

L'Ordine dei medici di Messina ha inviato un lettera di protesta contro il Gruppo Caronte&Tourist sull'attraversamento dello Stretto di Messina. La lettera è rivolta anche al governatore Musumeci e al sindaco di Messina. "In qualità di rappresentante della classe medica e odontoiatrica della provincia di Messina - scrive Giacomo Caudo,  presidente dell'Ordine medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Messina - , mi preme appellarmi alle vostre sensibilità per accendere i riflettori e risolvere, nel più breve tempo possibile, alcune questioni legate all'attraversamento nello Stretto di Messina, riscontrate grazie a segnalazioni e contestazioni che ci sono pervenute in questi giorni da numerosi iscritti, sintetizzate qui di seguito".

"Premesso il massimo apprezzamento nei confronti del sistema da voi ideato di controllo e vigilanza dell'attraversamento, preciso, puntuale e ben organizzato; che tutti ritengono e urlano la parola "eroi" ai medici, e più in generale al personale sanitario, che continua a lavorare sodo e rischia la vita per salvarne altre; alla luce del fatto che sono già oltre un centinaio i medici morti per covid-19, specie nel Nord; dato che i turni nelle strutture ospedaliere sono più stancanti di prima, in alcuni casi e nei reparti dedicati al coronavirus si possono definire "massacranti", soprattutto per chi deve indossare tutto il giorno DPI, spogliarsi, rivestirsi e affrontare difficoltà finora in parte sconosciute, urge quanto segue: sono state ridotte a 4 le corse giornaliere Messina - Villa San Giovanni e viceversa, dunque molti medici sono costretti a ore di fila per rientrare a casa, tempo che si aggiunge spesso a turni di 12 ore; spesso infatti le navi non sono compatibili coi turni lavorativi; ne servirebbero almeno 6 al giorno; sarebbe auspicabile e quantomeno opportuno prevedere un canale preferenziale per i medici per l'imbarco"

"I medici sono costretti a pagare esosi ticket giornalieri (alcuni ci hanno mandato persino le ricevute); inoltre devono scendere dall'auto e recarsi in biglietteria rischiando ulteriormente il contagio; bisognerebbe prevedere l'acquisto facendoli rimanere a bordo e una convenzione sui prezzi o, meglio ancora, un'esenzione a carico delle rispettive Regioni finché perdura l'emergenza; ci sono giunte segnalazioni addirittura di verbali e sanzioni, o minacce di ciò, per colleghi che si sono imbarcati "troppo tempo dopo" (a volte anche nel giorno seguente) rispetto agli orari di lavoro o non hanno vidimato i biglietti", la protesta dell'Ordine.

"Chiediamo una tolleranza, assolutamente comprensibile e giustificabile, per chi è costretto ad una vita con ritmi drammatici in questo periodo, ai quali non si possono certo aggiungere ulteriori problemi né di natura economica, né di natura psicologica", conclude Caudo.

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