Mercoledì, 03 Giugno 2020
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L'EMERGENZA

Messina, un infermiere dell'ospedale Piemonte: "Farò il tampone dopo un mese..."

di
Messina, Sicilia, Cronaca
L'ospedale Piemonte

Che ci sia stato più di un corto circuito, nella gestione dell'emergenza, specie sul fronte più delicato, quello del personale sanitario, è ormai acclarato. E col passare dei giorni, vengono fuori anche episodi che, estrapolati dal loro contesto specifico, gettano nuova luce sulla nascita o sullo sviluppo di alcuni focolai. È emblematico, in questo senso, quanto racconta un infermiere del reparto di Neurologia dell'ospedale Piemonte di Messina, il 38enne Basilio Mangano. Che si trova a casa dall'8 marzo, senza sapere se ha contratto o meno il coronavirus, ma con la certezza di aver avuto contatti con due pazienti risultati poi positivi. Due pazienti che potrebbero essere l'origine di due dei focolai cittadini più importanti, quello dell'Irccs Neurolesi e quello della clinica Cristo Re.

«Dall'8 marzo sono in quarantena con me sia mia madre e che suo marito, entrambi pensionati, nonostante abbiano avuto solo mal di gola e febbre inferiore a 37.5°». Solo ieri la chiamata: il tampone è “fissato” per il 6 aprile, verrà effettuato dal mezzo mobile all'ex Margherita. Ma quanto è utile un tampone eseguito dopo quasi un mese?", racconta l'infermiere.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Messina

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