Lunedì, 30 Marzo 2020
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"COME D'INCANTO"

Altre due vittime del Coronavirus nella casa di riposo di Messina

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Altri due ospiti della casa di riposo “Come d’incanto” non ce l’hanno fatta. Sale a 5 il bilancio delle vittime da coronavirus nel Messinese.

Sono deceduti nella nottata due uomini, di 76 e 90 anni, che erano ricoverati al Policlinico da qualche giorno, tra i primi ad essersi aggravati dopo aver contratto il virus nella casa di riposo di via Primo Settembre.

Tre, a questo punto, le vittime da Covid-19 provenienti dalla struttura per anziani del centro città, la prima in assoluto, infatti, era una ospite di 97 anni. Gli altri due casi di decessi che hanno come concausa il virus sono quelli dell’uomo di 81 anni che ha perso la vita nella clinica Cristo Re e della donna di 86 anni, di Giardini Naxos, morta ieri al Policlinico, dove era ricoverata.

"Oggi abbiamo trasferito tutti gli altri anziani positivi della casa di riposo 'Come d’Incanto' di Messina nelle diverse strutture sanitarie della città, in tutto sono complessivamente 62 gli anziani positivi. Una purtroppo è deceduta, gli altri 8 sono stati portati in un altra Casa di riposo Rsa a Messina". Lo ha comunicato l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza (prima che venisse comunicato il decesso di altri due anziani della struttura), che oggi ha compiuto un sopralluogo nella casa di riposo dove è avvenuto il trasferimento di tutti gli anziani e degli operatori.

Questi ultimi, quasi tutti positivi, si trovano in quarantena nelle loro abitazioni. L’assessore regionale alla Salute ha ricostruito tutti gli interventi che sono stati attuati dopo le segnalazioni dei primi casi. «Da almeno 72 ore era in corso la procedura sanitaria che ha previsto l’accertamento mediante il tampone di tutti gli ospiti della casa di riposo e dei lavoratori secondo un fattore di complessità crescente; nel senso che prima sono stati individuati i sintomatici, poi quando è stato individuato un possibile focolaio e quindi un cluster territoriale si è proceduto ad un esame su tutti".

"Si tratta di persone molto fragili - ha sottolineato Razza - e ringrazio anche il comune di Messina per le attività che ha effettuato dal punto di vista assistenziale e sanitario sentendosi con i direttori delle aziende sanitarie. Ora si deve comprendere come queste strutture siano diventate in tutta Italia luoghi di attenzione, perché la trasmissione del virus non avviene solo con la saliva, ma anche con il contatto con le mani, il contatto diretto anche per trattare i pazienti probabilmente ha determinato maggiore contagio".

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