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Le 'Giornate della Scienza' al Liceo Bisazza di Messina sul tema "Ripensare il Futuro"

Giornate della Scienza, liceo bisazza, Messina, Sicilia, Cronaca
Da sinistra a destra: Greco, Votano, Gammeri, Quattrone

Straordinario interesse hanno suscitato le due Giornate della Scienza promosse dal Liceo “F. Bisazza”. Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Anna Maria Gammeri ha sottolineato le finalità di questa impegnativa scelta del Liceo nel dedicare specifiche giornate alla scienza, appuntamento ormai consolidato da anni, sul tema “Ripensare il Futuro”. Ha sostenuto, tra l’altro, che “fornire ai giovani un metodo scientifico nell’analizzare i fenomeni e dotarli di solide informazioni e conoscenze, anche mediante l’approccio diretto con relatori di eccellenza nell’ambito delle scienze, costituisce un efficace antidoto alla ignoranza e alle false notizie, che spesso determinano opinioni non solo approssimative ma ancor più nocive in quanto infondate. Una scuola che centra gli obiettivi formativi non può prescindere dal far acquisire ai giovani saperi epistemologicamente strutturati e quindi una conoscenza a livelli diversificati rispondente alle capacità e abilità di ciascuno”.

Rilevante il messaggio trasmesso dal Prof. Antonello Pasini, Scienziato del clima del CNR e Professore di Fisica del clima dell’Università Roma Tre, che ha relazionato su “Cambiamenti climatici: evidenze, cause, impatti”. Il recente riscaldamento globale sta determinando cambiamenti tangibili e si differenzia -ha ribadito il Professore- dalla variabilità climatica che ha portato nel passato più remoto all’alternarsi di ere glaciali e di periodi caldi. La conoscenza del sistema clima e i relativi modelli hanno appurato che la causa di tutto ciò è ascrivibile alle attività umane, in primis alle emissioni di gas serra che derivano dal bruciare combustibili fossili e, in misura minore, dal cattivo uso del suolo. In tali condizioni - afferma Pasini - non si tratta solo di sudare un po’ di più, ma di fare i conti con impatti molto pesanti sui territori, sugli ecosistemi e sull’uomo. “Il fatto che la colpa dei cambiamenti climatici ricada sulle attività umane è in fondo una buona notizia - dichiara il Professore - perché significa che possiamo fare qualcosa per risolvere questi problemi; se questi cambiamenti fossero stati naturali, avremmo potuto solo difenderci”.

Significativo altresì il contributo del Prof. Salvatore Magazù, Ordinario di Fisica Sperimentale dell’Università di Messina, che ha fatto riflettere i liceali su “Cambiamenti climatici e vita in condizioni estreme”. Nel contesto della storia del clima, che ha inizio milioni di anni fa e che negli ultimi decenni ha subito brusche alterazioni, come dimostra lo Stick Hockey effect, il Professore ha descritto il ruolo degli estremofili, organismi che vivono in condizioni ambientali proibitive per l’uomo, e le loro strategie di sopravvivenza. In particolare, ha ripercorso gli studi che hanno portato alla luce forme di vita in ambienti ostili o addirittura sterili partendo dalle sorgenti termali, fumarole e vulcani di fango dello Yellowstone National Park, dove vennero isolati i primi batteri termofili. Inoltre, coniugando l’arte all’applicazione laboratoriale attraverso una rosa del deserto (o “della Resurrezione”), ha reso l’evidenza scientifica su come si possano fronteggiare la mancanza di acqua o la sua bassa disponibilità intracellulare per mezzo di determinate strategie.

Il Dott. Pietro Greco, Giornalista scientifico e scrittore, ha puntato l’attenzione su un interrogativo “Chi ha rapito Europa?”, mettendo in luce il rapporto tra Scienza ed Europa. Attraverso uno dei più antichi miti greci, quello di Europa rapita da Zeus, ha dimostrato che se al padre degli dei si sostituisce la parola “scienza”, si possono riscontrare nella storia tanti “rapimenti” dell’Europa, intesa come entità culturale identitaria fondata sulla conoscenza. Numerosi i veicoli della scienza, dal passato al presente: le traduzioni di testi scientifici a partire dall’Età ellenistica, le reti universitarie europee e le arti nel Medioevo sino agli strumenti di osservazione galileiana del XVII secolo. La scienza ha nel tempo arricchito il piccolo continente sino alle due Guerre Mondiali, quando è entrata “in crisi”. Oggi l'Europa è di nuovo a rischio e per restaurare l’identità europea -ha affermato il Dott. Greco- occorre promuovere la conoscenza scientifica.

Con grande puntualità il Prof. Alessandro Quattrone, Ordinario di Patologia Molecolare e Direttore del Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata dell’Università di Trento, ha trattato “La nuova biologia: leggere e scrivere nel genoma”,  illustrando le nuove frontiere della biogenetica. Il percorso della scienza genetica degli ultimi venti anni, quelli successivi alla decifrazione della sequenza del genoma umano, -ha spiegato il Professore- può esser letto attraverso la metafora della lettura e della scrittura del genoma medesimo. La nostra capacità di leggere le informazioni codificate nel DNA umano ha subito, dal 2001, una accelerazione vertiginosa, con un andamento che in pochi anni porterà la lettura di singoli genomi umani -più di tre miliardi di lettere- accessibile a chiunque. È invece tuttora molto più complicato - precisa Quattrone - tradurre queste informazioni in messaggi utili per la nostra vita quotidiana, anche se i progressi nella interpretazione dei dati genomici sono concreti e continui".

"Sul fronte invece della scrittura nel genoma, ovvero nella capacità di modificazione diretta e mirata del DNA, dai primi successi dell’ingegneria genetica, ancora nei primi anni ottanta, che ha permesso la nascita delle biotecnologie, nonostante il progresso continuo di queste tecniche, soltanto otto anni fa si è fatto un enorme balzo in avanti con la scoperta dei complessi enzimatici in grado di tagliare il DNA con un meccanismo nuovo, che diventa programmabile. Ciò sta permettendoci, per la prima volta nell’umanità, di intervenire sul patrimonio genetico direttamente e con assoluta precisione. È quello che abbiamo sempre fatto indirettamente, dagli albori della civiltà umana, con l’agricoltura e con l’allevamento, ma che ora ci mette in mano delle possibilità quasi illimitate. Il primo obiettivo sarà la terapia delle malattie genetiche cosiddette mendeliane, quelle in cui un solo gene nell’organismo è alterato. Una delle finalità del prossimo futuro sarà la cosiddetta medicina di precisione, ovvero la capacità di realizzare farmaci su base genomica, per così dire personalizzati. E un ulteriore obiettivo molto importante -ha ancor più rilevato Quattrone-  sarà la capacità di identificare e curare patologie prima che si manifestino, la cosiddetta “intercettazione di malattia”. Questo ed altro ancora ci riserva la nuova scienza genomica.

Ad arricchire le intense Giornate della Scienza è stata una relatrice d’eccezione, la Prof.ssa Lucia Votano, Dirigente di Ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – LNF, “anima scientifica” della serie degli incontri realizzati al Liceo. Nell’approfondire il tema su “Esplorare oltre la Terra”, con grande efficacia ha presentato le nuove sfide di indagine astrofisica. Da sempre l’uomo si pone delle domande fondamentali sulla sua esistenza e su ciò che lo circonda e che può osservare: di cosa siamo fatti, qual è l’essenza dell’essere e, alzando gli occhi al cielo, cosa c’è nell’Universo, ha avuto un’origine e quale sarà la sua evoluzione. I fisici che studiano il mondo infinitesimo delle particelle elementari e gli astrofisici o i cosmologi, con strumenti diversi ma complementari, cercano di rispondere a queste domande antiche come l’uomo.

“Oggi conosciamo moltissimo, ma -osserva la Votano-  abbiamo anche capito che tutto quello che abbiamo scoperto si applica solo a circa il 5% dell’Universo: materia oscura ed energia oscura si dividono il 95% del bilancio energetico dell’Universo”. Scienziati di tutto il mondo danno la caccia con vari metodi alla materia oscura, nei laboratori dell’INFN del Gran Sasso, sulla stazione spaziale ed al CERN di Ginevra. Una pioniera di questi studi è stata l’astronoma Vera Rubin, venuta a mancare da alcuni anni, che ha contribuito in modo significativo ad identificare la prova dell’esistenza della materia oscura, “dimostrazione che la scienza -dichiara con orgoglio la Professoressa- è un mestiere per donna”. A conclusione delle Giornate della Scienza la Votano ha rivolto un augurio speciale:  le donne, oggi, sappiano impegnarsi sempre di più a favore della scienza, che è il motore principale di sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

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