Sabato, 07 Dicembre 2019
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L'INCIDENTE NEL 2016

Morte del 15enne folgorato a Gaggi, a novembre inizia il processo: 2 gli imputati

Si è svolta oggi al tribunale di Messina un’udienza del processo sulla morte di Salvatore D’Agostino, il 15enne di Gaggi, nel messinese, deceduto nel 2016 dopo essere rimasto folgorato urtando un faretto nella piazza del suo paese, mentre giocava a calcio con gli amici.

Gli imputati sono Susanna Gemmo, 56 anni, e Francesco Trimarchi, 38, presidente del Cda e responsabile dell’ufficio Tecnico e Gare d’Appalto della Gemmo S.p.a., la società a cui il Comune di Gaggi aveva affidato la gestione del suo impianto di pubblica illuminazione. Il giudice ha già stabilito per la prossima udienza, del 22 novembre, l’esame dei primi cinque testi inseriti nella lista del Pubblico Ministero.

Il legale dei familiari della vittima, i genitori e la sorella, già costituitisi parte civile, l’avvocato Filippo Pagano, ha ottenuto anche l’autorizzazione alla citazione quale responsabile civile della stessa azienda, un colosso del settore delle grandi infrastrutture, impianti tecnologici e servizi, con sede ad Arcugnano (Vicenza), che nel 2017, per quanto in calo, aveva un fatturato di 171milioni di euro e che ha legato il suo nome a tante grandi opere in Italia e all’estero.
L’incidente avvenne la sera del 2 agosto 2016, nella piazza antistante la Chiesa Madre della frazione di Cavallaro a Gaggi. Salvatore, per recuperare il pallone, oltrepassò una ringhiera toccando un faretto: la tremenda scarica elettrica che l'investì non gli lasciò scampo, fulminandolo. Dopo 18 giorni di coma morì in ospedale.

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