Domenica, 15 Dicembre 2019
stampa
Dimensione testo
L'INCHIESTA

Concorsi truccati all'Università, a Messina coinvolti i docenti Fedele e De Ponte

di
concorsi truccati università, università catanzaro, università messina, Alberto Bianchi, Francesco Saverio De Ponte, Giacomo Pignataro Francesco Basile, Giuseppe Barone, Santi Fedele, Sebastiano Granata, Messina, Sicilia, Cronaca
Santi Fedele e Francesco Saverio De Ponte

Una tranche d’inchiesta della Procura di Catania riguarda anche Messina, perché tra i 41 indagati che compaiono nel decreto di perquisizione c’è anche il nome del professore Santi Fedele, storico di fama e molto noto anche per quanto riguarda la sua appartenenza massonica ai massimi livelli nazionali, mentre tra i capi d’imputazione compare il nome del professore Francesco Saverio De Ponte, chirurgo anche lui molto noto.

Al professore Fedele viene contestato l’abuso d’ufficio come componente di una commissione di valutazione per un posto di ricercatore di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche, per una procedura di scelta che si tenne tra il luglio e il settembre del 2017, e che vedeva nove partecipanti. Avrebbe manifestato «... la propria disponibilità» al direttore del dipartimento Giuseppe Barone, che lo contattò «... in ordine alla assegnazione del posto» a Sebastiano Granata, che poi effettivamente risultò vincitore della selezione e ottenne il posto di ricercatore.

Al professore De Ponte, noto chirurgo maxillo-facciale e docente universitario a Medicina, a Messina, viene contestata la “turbata libertà della scelta del contraente” perché avrebbe chiesto tra il 2016 e il 2017 ai colleghi Giacomo Pignataro e Francesco Basile, che si sono susseguiti nella carica di rettore a Catania, «... l’indizione del concorso» per un candidato prescelto, il dottore Alberto Bianchi, per un posto di professore di seconda fascia a Chirurgia generale, alla facoltà di Medicina di a Catania," rassicurandoli sulla futura idoenità del Bianchi", «... questo nonostante il Bianchi non avesse alcuna abilitazione all’insegnamento».

Risulta tra gli indagati anche il professore Stefano De Franciscis, originario di Napoli e ordinario di Chirurgia Generale dell’ateneo “Magna Graecia” di Catanzaro. Le accuse di cui deve rispondere in concorso sono di falso e abuso d’ufficio in qualità di presidente di commissione per un posto di professore di prima fascia nel settore di Chirurgia generale alla facoltà di Medicina di Catania: avrebbe contribuito a formare un verbale ideologicamente falso per favorire un candidato “designato, giovani Salvatore Gruttadauria.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook