
Mentre qualcuno a Roma ascolta le sue vecchie conversazioni per cercare pezzi di verità dopo 27 anni di depistaggi, lui a Caltanissetta non apre bocca. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere per ogni domanda che riguarda i magistrati», ha detto ieri mattina il falso pentito di mafia Vincenzo Scarantino al processo sul depistaggio Borsellino di Caltanissetta.
Intanto alle tre in punto di ieri pomeriggio al Racis dei carabinieri di Roma sono iniziati gli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura di Messina su alcuni nastri con le intercettazioni delle conversazioni in carcere e di alcune telefonate di Scarantino, nel periodo in cui era sotto protezione.
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