Giovedì, 25 Aprile 2019
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IL PROCESSO

Sacco edilizio di Fiumedinisi, chiesti 4 anni e 4 mesi per De Luca

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Il sindaco di Messina Cateno De Luca

Quattro anni e quattro mesi di reclusione. È stata questa la richiesta del sostituto procuratore generale Adriana Costabile, pochi minuti fa, in Corte d’Appello, al processo di secondo grado per il “sacco edilizio di Fiumedinisi”, per il sindaco di Messina Cateno De Luca, che in questo caso è imputato come ex sindaco di Fiumedinisi.

Il magistrato dell'accusa alla fine della sua requisitoria ha sollecitato poi la condanna del fratello del primo cittadino, Tindaro De Luca, a 3 anni e 8 mesi di reclusione, e la condanna a 2 anni e 8 mesi per l'allora presidente della Commissione edilizia del centro ionico, Benedetto Parisi.

Dopo la sentenza “spartiacque” del primo grado tra assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione dei reati, oltre all’attuale sindaco di Messina Cateno De Luca, coinvolto però come ex primo cittadino del centro ionico, il processo vede imputate altre sette persone (le qualifiche sono riferite all’epoca dei fatti, siamo nel 2011): il fratello Tindaro (detto Gino), il funzionario del Comune di Fiumedinisi Pietro D’Anna, il presidente della Commissione edilizia Benedetto Parisi, Giuseppe Bertino (componente della giunta municipale di Fiumedinisi), Salvatore Piccolo (giunta comunale), e infine Grazia Rasconà (vicesindaco di Fiumedinisi). Si tratta solo di una parte degli imputati del processo di primo grado, che erano in tutto diciassette.

Il sostituto Pg Costabile ha richiesto solo tre aggravamenti della pena rispetto alla sentenza di primo grado, con la riqualificazione di alcuni capi d’imputazione contestati.

De Luca in primo grado registrò assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione dalla seconda sezione penale del tribunale. L'assoluzione fu decisa con la formula "perché il fatto non sussiste".

Era accusato originariamente di tentativo di concussione, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Fu quindi assolto dall'accusa di abuso d’ufficio e falso, e fu dichiarata prescritta la tentata concussione, perché riqualificata in induzione indebita.

Alla lettura della sentenza di primo grado ci fu un vero e proprio "boato", tra le urla delle decine di persone che stavano dentro e fuori dall'aula del tribunale.

Il procedimento per cui è sotto processo De Luca venne originato da un'inchiesta della Procura di Messina per presunti reati commessi tra il 2004 e il 2010 all'interno di un programma di opere di riqualificazione urbanistica e incentivazione dell'occupazione, il Contratto di quartiere II, a Fiumedinisi, comune di cui era sindaco. De Luca per questa vicenda venne anche arrestato nel giugno 2011.

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