Martedì, 26 Maggio 2020
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Bilanci falsi al Comune di Messina, ecco i nomi di tutti i condannati

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Palazzo Piacentini, sede del Tribunale di Messina

Ventotto condanne e sei dichiarazioni di prescrizione totali per i 34 imputati coinvolti. Nessuna assoluzione totale, nemmeno quelle che aveva invocato l'accusa nel processo sui bilanci del Comune di Messina che, secondo la Procura tra il 2009 e il 2011 furono “falsificati” per evitare il dissesto economico di Palazzo Zanca.

Le condanne che hanno subito componenti di giunta, funzionari comunali, amministratori pubblici, consiglieri comunali e revisori dei conti, sono da dividere in tre “blocchi”.

Ecco la tripartizione: Francesco Aiello, Antonio Amato, Giuseppe Buzzanca, Attilio Camaioni, Carmelo Capone, Dario Caroniti, Ferdinando Coglitore, Domenico Maesano, Orazio Miloro, Giuseppe Puglisi, Vincenzo Schiera e Roberto Sparso, tutti condannati a un anno e cinque mesi di reclusione (perché ritenuti responsabili “in continuazione” per tutti e tre i capi d'imputazione C, E ed F, tutte ipotesi di falso ideologico); Santi Alligo, Salvatore Magazzù, Domenico Manna, Francesco Mondello, Elvira Amata, Carmelo Famà, Giovanni Di Leo, Carmelo Giardina, Giorgio Muscolino, Giancarlo Panzera e Dario Zaccone, tutti condannati a un anno e un mese di reclusione (per i capi C E ed F, ma considerati singolarmente); e infine Roberto Aricò, Giuseppe Corvaja, Domenico Donato, Giuseppe Isgrò e Carmelo Santalco tutti condannati a un anno e tre mesi di reclusione (per i capi C, E ed F, ma considerati singolarmente).

La pena sospesa è stata accordata a: Aiello, Amato, Camaioni, Capone, Caroniti, Coglitore, Maesano, Miloro, Puglisi, Schiera, Sparso, Alligo, Magazzù, Manna, Mondello, Amata, Famà, Di Leo, Giardina, Muscolino, Panzera, Zaccone, Aricò, Corvaja, Donato, Isgrò e Buzzanca (solo per l'ex sindaco è subordinata alla pubblicazione per estratto della sentenza sul sito del Ministero della Giustizia). I giudici hanno poi dichiarato in sentenza «la falsità degli atti pubblici di cui ai capi d'imputazione per i quali è stata emessa sentenza di condanna», e la «confisca di quanto in sequestro».

Per sei imputati coinvolti sin dalla prima ora tutto si è concluso con la dichiarazione di prescrizione - l'aveva chiesto anche l'accusa -, di tutti i capi d'imputazione contestati (sempre ipotesi di falso ideologico). Si tratta di: Pinella Aliberti, Diane Litrico, Giuseppe Mauro, Giuseppe Rao, Filippo Ribaudo e Gianfranco Scoglio. Per loro il processo finisce qui. Molti degli altri imputati condannati hanno poi registrato anche dichiarazioni di prescrizione da alcuni capi d'imputazione. L'ex sindaco Giuseppe Buzzanca e l'ex ragioniere generale Ferdinando Coglitore hanno poi registrato l'assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste» da due capi d'imputazione, di cui rispondevano da soli: un'ipotesi di falso e una di abuso d'ufficio, per la certificazione con cui attestarono di aver rispettato il patto di stabilità tra il 2009 e il 2010.

Tutti gli imputati ritenuti colpevoli sono stati poi condannati al risarcimento dei danni, da decidere in un futuro processo, a favore di due parti civili, ovvero il Comune di Messina e l'avvocato Rosario Cucinotta, che vanta da anni il pagamento da parte del Comune di una maxi parcella milionaria.

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