Martedì, 26 Maggio 2020
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TRIBUNALE

Messina, colpo di scena sul sacco edilizio al torrente Trapani: chieste condanne in Appello

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Clamoroso colpo di scena maturato al processo d'appello sul “sacco edilizio” del Torrente Trapani, vicenda legata alla realizzazione del complesso “La Residenza”. Non più tardi di due mesi fa, all'udienza scorsa, si prospettava la prescrizione di tutti i reati ma stamane s'è tutto ribaltato. L'udienza si è conclusa da pochi minuti.

La Procura generale infatti, che la volta scorsa aveva chiesto ai giudici di secondo grado di dichiarare la prescrizione dei reati e un'assoluzione nel merito, oggi è tornata sui suoi passi ed ha chiesto la conferma integrale delle condanne inflitte in primo grado. Lo ha fatto, parlando per oltre due ore, il sostituto procuratore generale Maurizio Salamone, mentre la volta scorsa era intervenuto il collega Santi Cutroneo.

Cambia lo scenario giudiziario quindi per i quattro imputati che avrebbero usufruito della prescrizione, che sono il costruttore Giuseppe Pettina, e poi Silvana Nastasi, Franco Lo Presti e Biagio Nicola Grasso, padre del pentito milazzese Biagio Grasso. E cambia tutto anche per il quinto imputato, l’ing. Giuseppe Rando, all’epoca dei fatti funzionario comunale, che aveva dichiarato di rinunciare alla prescrizione: la volta scorsa il sostituto Pg Cutroneo aveva richiesto l’assoluzione con formula dubitativa, contemplata nell’alveo dell’ex art. 530 c.p.p., oggi invece il suo collega Salamone ha chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado.

In secondo grado sono coinvolti in cinque. Si tratta di (le qualifiche si riferiscono ovviamente all’epoca dei fatti, si va anche indietro nel tempo fino al 2004): l’ing. Francesco Rando, dirigente del dipartimento Attività edilizie e repressione abusivismo del Comune; il costruttore Giuseppe Pettina, rappresentante legale della Pett srl; Silvana Nastasi, rappresentante legale in periodi diversi della Se.Gi. srl; Franco Lo Presti, rappresentante legale dal febbraio 2011 della Residenza Immobiliare delle imprese Coc e Costa srl; Nicola Biagio Grasso, rappresentante legale della Carmel srl (subentrata alla Se.Gi. srl).

Le accuse. Al primo nucleo di ipotesi d’accusa, legate al reato urbanistico in concorso previsto dalla normativa di settore, successivamente erano state aggiunte, in sede di chiusura delle indagini preliminari, altre contestazioni, ovvero anche il falso ideologico, l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio. Reati di cui rispondono ovviamente a vario titolo gli imputati. La sentenza è prevista il 4 marzo.

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