Domenica, 17 Novembre 2019
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LA DENUNCIA

Sea Watch, i 32 migranti destinati a Messina "bloccati in Libia per 2 anni in condizioni disumane"

"I 32 adulti che erano a bordo della #SeaWacht3, ai quali abbiamo offerto un primo aiuto psicologico, stanno bene ora. Sono stati bloccati in #Libia per 2 anni in condizioni disumane, con limitato accesso a cibo e acqua. Molti mostrano evidenti segni di violenza e tortura". Lo afferma, su Twitter, Medici senza frontiere sui maggiorenni sbarcati dalla Sea Watch a Catania e trasferiti nell'hotspot di Messina. 

Sulla vicenda dei 32 migranti a Messina interviene anche la deputata di Leu Rossella Muroni che ha appena fatto visita alla struttura: "Sono 32 le persone all'interno del Centro di prima accoglienza di Messina, provenienti dalla Sea Watch; gli altri 15, tutti minorenni, che erano sulla nave sono rimasti a Catania. I 32 migranti sono tutti richiedenti protezione internazionale".

"Da oggi le persone accolte nel centro di Messina potranno anche cominciare a uscire - osserva Muroni - nulla si sa però sulla loro destinazione. Ed è su questo che chiederò formalmente accesso agli atti. L'Italia deve tornare a essere un Paese civile dove valgono i diritti e l'umanità resta un dovere".

La Sea Watch approda a Catania: le immagini dello sbarco

Sul fronte investigativo "nessun rilievo penale" si può muovere alla Sea Wacth sia "durante la fase dei soccorsi" ai 47 migranti salvati in mare sia nella scelta di "dirigersi verso la Sicilia per le avverse condizioni meteo", ma ci sono "dati significativi sull'inidoneità tecnico strutturale della nave a effettuare un'attività sistematica di soccorso in mare".

E' la valutazione della Procura di Catania sull'intervento in mare dell'imbarcazione della Ong tedesca battente bandiera olandese. E' il procuratore Carmelo Zuccaro a mettere nero su bianco che il suo ufficio ha aperto un'inchiesta, ma al momento senza indagati, sullo sbarco di due giorni fa nel porto etneo ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Obiettivo i trafficanti libici e eventuali scafisti. Intanto dalle indagini sul soccorso in mare non è emerso, "alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave della Ong". Alla Sea Watch resta "l'amaro per l'accanimento contro il soccorso civile in mare, dove le persone continuano ad affogare".

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