Sabato, 16 Gennaio 2021
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CORTE D'APPELLO

Truffa aggravata e falso al Comune di Lipari: cadono le accuse. Tra gli imputati l’ex sindaco Mariano Bruno

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Tutti assolti i dieci imputati nel processo di appello conclusosi ieri e scaturito dall’inchiesta della Guardia di finanza “Ghost mission” (missioni fantasma), sui rimborsi pagati dal Comune di Lipari per missioni istituzionali compiute da amministratori e funzionari, dietro le quali – secondo l’iniziale ipotesi crollata nel processo di secondo grado – spesso si sarebbero nascoste truffe e false attestazioni.

I giudici della Corte d’appello, presidente Francesco Tripodi, componenti Daria Orlando e Luana Lino, hanno infatti annullato – a seguito del ricorso degli imputati come riporta la Gazzetta del Sud in edicola – tutte le dieci condanne che erano state decise in primo grado dal Tribunale di Barcellona con sentenza del 17 novembre 2017.

Assolti, infatti, dai reati di truffa aggravata e falso in atto pubblico per quanto riguarda le false attestazioni di pagamento, l’ex sindaco di Lipari Mariano Bruno, difeso dall’avv. Fabrizio Formica che in primo grado era stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione. Assoluzione anche per Francesco Rando, responsabile Ufficio economato, che aveva avuto una condanna a 2 anni di reclusione. Assolti inoltre l’ex assessore Corrado Giannò, che in primo grado era stato condannato invece a 8 mesi di reclusione; stessa decisione di assoluzione per Domenico Russo, ex dirigente comunale del Quarto settore già comandante della polizia municipale; l’ex assessore Domenica Sparacino e Anna Maria Paola Spinella, assessore pro tempore. Assolti anche Giosuele Fonti, consigliere comunale pro tempore e Massimo D’Auria, assessore del tempo. Tutti in primo grado erano stati condannati ad 8 mesi di reclusione.

Assoluzione piena per Francesco Subba, direttore generale e dirigente del Comune di Lipari per il quale in primo grado era stata comminata una condanna ad 8 mesi. Le assoluzioni sono state decise con diverse formule: perché il fatto non sussiste, perché il fatto non è previsto come reato e per alcuni reati perché si è incorsi nella prescrizione.

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