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Situazione di stallo in casa Messina, con la AAD che attende ancora lo sblocco dei fondi dopo le rinnovate promesse del presidente Stefano Alaimo davanti al sindaco Federico Basile e al notaio Silverio Magno. Lo stesso che ha sigillato l’accordo del 2 gennaio con il quale venivano sancite le condizioni per il passaggio dell’80% delle quote alla fiduciaria lussemburghese, in trattativa dall’estate 2024. Alaimo rilancia, spinto dal ceo Doudou Cissè che starebbe lavorando per sbloccare i fondi attesi. Bisogna sanare la posizione contributiva per rientrare dal passaggio a vuoto federale e versare la prima quota d’acquisto a Pietro Sciotto. Ma all’orizzonte ci sono anche altre scadenze, come la prossima rata del cosiddetto “salvacalcio”. Questo, al di là delle spese correnti che possono essere sostenute tramite la liquidità in cassa, ad esempio quella ottenuta dall’ultimo incasso col Trapani.
La Curva si è espressa. Ma oggi il vero interrogativo è: chi crede ancora nella AAD? Alle loro promesse? Le scorte di fiducia sono crollate decisamente. Come testimonia uno striscione comparso lunedì in una Curva gremita, con il quale si invitava vecchia e nuova proprietà a fare i bagagli e andare via. Avrebbero sbloccato i conti in Belgio dopo lo stop dei tribunali, adesso andrebbero riempiti. Rimane perlomeno discutibile che si sia anche solo pensato di acquisire una società senza avere certezza immediata di risorse a disposizione. Perlomeno per rispondere a passaggi cruciali, come può essere per l’appunto una scadenza come quella andata a vuoto sulle ritenute. Che comporterà una penalizzazione: di quanti punti, dipenderà dalle decisioni della giustizia sportiva, si spera di limitare i danni ma non sembra facile. «Finora avevamo pagato tutto, anche alcune cose non nostre», ha detto Alaimo dopo l’incontro con il primo cittadino. Non basta, se poi questi sono i risultati.
Missione compiuta? Insomma. Il sindaco ritiene di avere concluso il proprio ruolo, avendo avuto risposta sull’impossibilità di potere imboccare strade alternative: ne ha tracciate due. Una è appunto l’andare avanti con la proprietà attuale, dalla quale si attendono dimostrazioni di solidità. L’altra è la possibilità di potere utilizzare il diritto di revoca dell’accordo da parte di Sciotto: quello sì, aprirebbe le porte a un’eventuale ulteriore svolta. Pur restando l’incognita sui tempi. Insomma, la situazione appare tutt’altro che limpida e rassicurante. Basile dovrà continuare a monitorare la situazione, anche perché pur dichiarandosi estraneo a quanto accaduto sinora, pare perlomeno curioso (per ragioni politiche e di partito) che non sapesse proprio nulla su chi fossero questi soggetti subentrati.
Risposte belle e sguardo avanti. Dopo l’impennata di entusiasmo legata al mercato, la piazza ha subito il colpo delle ultime vicende, mentre cresce la paura che le cose possano peggiorare ancora. In questo contesto, le risposte più belle sono quelle date del pubblico che ha risposto alla grande in un momento delicatissimo (lo stesso presidente del Trapani, Valerio Antonini, ha parlato di «situazione surreale», con stadio e pubblico da Serie A che rischiano di finire in D), stando accanto alla squadra. La sconfitta maturata nei minuti finali non è una botta facile da digerire, ma in questo momento i giocatori e il tecnico devono pensare solo a restare concentrati e conquistare quanti più punti possibili, con più coraggio, anche nell’interpretazione della gara, provando a strappare punti pesanti anche nella prossima trasferta contro il Monopoli.
In Puglia non ci sarà Krapikas, squalificato per tre turni. Al suo posto pronto Meli, che non gioca una gara ufficiale da dicembre ma è stato preso dal ds Roma proprio per questa ragione: avere un portiere all’altezza quando e se il lituano avesse avuto qualche problema. Out anche Lia e Ingrosso, che dovrebbero saltare la trasferta pugliese.
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