Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Agenzia risanamento, l’intera Aula dice sì

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Agenzia risanamento, l’intera Aula dice sì

Se la data del 5 settembre sia da consegnare alla storia, sarà solo il tempo a dirlo. Ma il primo tassello della “missione risanamento” che si è intestata il sindaco Cateno De Luca è stato messo al suo posto: poco dopo mezzanotte e mezza il consiglio comunale al gran completo (mancava solo Scavello, in viaggio di nozze), dando un evidente segnale contrario all’ostruzionismo paventato dal sindaco (e che ha indotto circa 200 persone a manifestare sotto Palazzo Zanca prima della seduta), ha approvato la delibera con cui costituisce l’Agenzia per il risanamento. E le dimissioni di De Luca? Rimangono in piedi, a meno che il Consiglio non approvi una modifica del proprio regolamento che stabilisca tempi certi per l’approvazione dei singoli atti.

De Luca esordisce facendo la cronistoria di tutta la “missione”. Partendo da molto lontano, con la citazione di due documenti: la proposta di legge che nel 1960 presentarono alla Camera gli allora deputati De Pasquale, Li Causi, Pezzino, Gatto e Failla; e la nota riservata che il 27 settembre del 2007 l’ex prefetto Alecci inviò al sindaco del tempo, Francantonio Genovese, ribadendo «la complessiva situazione di estrema criticità sotto il profilo igienico-sanitario» delle baracche.

La cronistoria tocca tutti i vari passaggi consumati in questa estate, in primis l’ordinanza per lo sbaraccamento, da effettuare entro il 31 ottobre in prima battuta, per poi demolire tutto entro fine anno. E l’ultima puntata: lo scontro con il consiglio comunale di giovedì scorso. «In quel Consiglio tanti di voi sono arrivati con l’obiettivo di fare il “tagliafaccia” al sindaco De Luca». Ovazione dal pubblico. «Il “tagliafaccia” non lo posso accettare». Sugli spalti spunta un cartello, “Consiglieri venduti”, è il primo (ma ultimo) battibecco a distanza con il presidente del Consiglio Claudio Cardile. «Sono già dimissionario - è il passaggio clou di De Luca - il 30 è la data delle mie dimissioni irrevocabili. Io non posso andare a mille, prendermi responsabilità, e poi trovarmi con un consiglio comunale che va a una velocità diversa». La condizione è chiara: se il Consiglio approverà le proposte di modifica al regolamento dell’Aula che a giorni De Luca avanzerà formalmente, il sindaco non si dimetterà. In caso contrario, tutti a casa.

Anche Massimo Rizzo, presidente della commissione che si è occupata della delibera, fa una cronistoria degli eventi, dal punto di vista del Consiglio. Una cronistoria per cui i tempi seguiti fin qui dall'Aula per esaminare la delibera sono stati tutt'altro che biblici: tre sedute di commissione, una di Consiglio, circa due settimane da quando l'atto è stato tramesso all'ufficio di presidenza. «Nessuno ha fatto politica sul risanamento, non c'è alcun atteggiamento pregiudiziale», ribadisce Rizzo. «Queste non sono le regole del consiglio comunale, sono le regole della democrazia».

Dopo una pausa per gli emendamenti da presentare (e spuntini da consumare), vengono via via votati gli emendamenti. Quello del sindaco, che fa propria la modifica proposta da Antonella Russo di chiarire la natura giuridica di ente non economico dell'Agenzia. Il primo del M5S, che fissa una “scadenza” per l'Agenzia, il 31 dicembre 2038. Poi altri due emendamenti che formalizzano accorgimenti suggeriti dai revisori dei conti. C’è tempo per alcuni interventi conclusivi, tutti spiegano perché sono favorevoli alla nascita dell’Agenzia. Così Pietro La Tona (Dr): «Ci siamo presi quattro giorni in più del 31 agosto, allo stesso tempo controlleremo che non il 31 ottobre, ma il 4 novembre si attui quanto programmato». Sulla stessa scia Alessandro Russo (LiberaMe): «Respingiamo l’accusa di aver voluto perdere tempo, questa delibera è stata perfezionata dai nostri emendamenti. E pone le condizioni per chiudere un sistema di malaffarei». E Antonella Russo (Pd): «Starò al suo fianco, signor sindaco, se le sue parole su Facebook diventeranno mattoni di queste case». Poi Gaetano Gennaro (Pd): «Il sindaco non lasci e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Al Consiglio il proprio ruolo politico di controllo». Infine Andrea Argento (M5S): «Nessuno è qui a bivaccare, le baracche non le vogliamo e abbiamo voluto dare il nostro contributo». Il voto finale è unanime: tutti dicono sì all’Agenzia. Un segnale inequivocabile.

I titoli di coda spettano al sindaco: «Abbiamo posto una pietra miliare per un nuovo corso, ne sento ancora di più la responsabilità. E oggi farò una nuova ordinanza, stavolta per motivi di ordine pubblico, di cui ho già parlato col prefetto».

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