Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Porto di Tremestieri, le ruspe abbattono le costruzioni abusive

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Porto di Tremestieri, le ruspe finalmente abbattono le costruzioni abusive

In mattinata il sindaco-ruspa era stato a Tremestieri. «Alcune costruzioni abusive stanno impedendo la realizzazione di un’opera da oltre 70 milioni di euro, purtroppo siamo stati costretti ad agire di forza», queste le dichiarazioni “a caldo” di De Luca, rilasciate mentre l’escavatore di una ditta abbatteva uno di quegli edifici rimasti in piedi nell’area dove sorgerà il nuovo grande porto di Tremestieri. Entro la prossima settimana dovrebbe essere demolita anche l’ultima casa, poi l’impresa aggiudicataria potrà cominciare anche le opere “a terra”, oltre agli interventi di dragaggio dei fondali.

Ha avuto il coraggio di rompere gli indugi, senza più aspettare i tempi della burocrazia e dei contenziosi giudiziari che rallentano in maniera incredibile l’iter delle opere pubbliche, esponendo l’ente locale al rischio di ingenti danni economici. E di questo va dato atto a De Luca, che ieri si è recato sul posto, senza delegare, accanto ai vigili urbani, ai tecnici del Comune e dell’Autorità portuale.

È lo stesso principio in base al quale il sindaco – sempre che De Luca resti sindaco, viste le dimissioni minacciate ieri a tarda sera – vorrebbe agire sul fronte dello sbaraccamento. Il ragionamento di De Luca è in effetti ineccepibile: le sistemazioni abitative vanno trovare, le famiglie che vivono in condizioni di emergenza non possono essere lasciate sulla strada ma, nello stesso tempo, se si proseguisse nelle procedure fin qui seguite, il vero risanamento lo si realizzerebbe fra non si sa quanti anni.

A Tremestieri c’è una grande opera pubblica da realizzare. A Fondo Fucile c’è una gravissima situazione igienico-sanitaria che perdura da decenni, così come a Maregrosso e in altre zone della città. Poi, come evidenziamo in questa stessa pagina, il pianeta-risanamento è un mondo di assurde contraddizioni e porvi mano non è semplice, tra diritti acquisiti, attese lunghissime, imbrogli e furbizie. Tutto nello stesso calderone.

De Luca ha deciso di far uscire tutto da quel calderone, perché altrimenti si resterebbe inchiodati alla logica del “rattoppo”, allo sbaraccamento “a spizzichi e bocconi” che è andato avanti finora. Perché se non si prende di petto la situazione, finisce che a Tremestieri si demolisce una casa e l’altra no, e il grande porto resta una chimera. E a Fondo Fucile si radono al suolo decine di baracche di legittimi assegnatari, ma il resto rimane in piedi, e si perpetuano quei fenomeni tollerati nel lontano ma anche nel recente passato, visto che la compravendita di baracche è avvenuta fino a poco tempo fa.

Bisogna insistere, dunque, con forza e con intelligenza, trovando soluzioni ragionevoli, facendo rispettare regole e diritti, sanando quelle contraddizioni che rendono tutto ancora più complicato. Ieri a Tremestieri De Luca si è comportato da vero sindaco. Anche per questo la sua minaccia di dimissioni appare del tutto fuori luogo.

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