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Pon Metro, 25 milioni per le case

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baracche, pon metro, Messina, Archivio
De Luca: Salvini il 14 venga qui a Messina

Lo spostamento di un tesoretto da 25 milioni di euro verso la scommessa “risanamento entro l’anno”, è la vera discriminante della rimodulazione del Pon Metro di Messina. Il piano operativo nazionale con il suo assegno da 86 milioni è una ghiotta opportunità di investimenti veri per la città. Quei soldi che vanno oltre lo stretto indispensabile della spesa ordinaria del bilancio comunale, ma che devono diventare moltiplicatori di sviluppo. L’impronta che dà De Luca, attraverso la rimodulazione effettuata dall’assessore Carlotta Previti che da due mesi lavora a questa operazione, è quella di dare del “cash” alla nascitura Agenzia per il Risanamento, per non essere costretti ad attendere i tempi della Regione e della liquidità della legge 10/90.

«Abbiamo rimodulato, nell’asse 3, il progetto “Spazia” – spiega l’assessore Previti – dotandolo di 10,7 milioni da destinare alla costituzione di un fondo per gli affitti e la mediazione sociale per la costituenda agenzia per la casa. Nell’asse 4, invece, è stato attivato un “fondo unico per acquisto alloggi” di oltre 15 milioni di euro, sempre per l’agenzia, che ci consentirà di affrontare l’emergenza baracche tempestivamente. Questa misura è stata la più sofferta perché nel programma erano previste demolizioni e ricostruzioni di case. Invece siamo riusciti a convincere l’Autorità di Gestione del Governo, a derogare a consentirci di acquistare sul mercato. Così risparmiamo 3 anni».

Sui 34 progetti originari divisi nei 4 assi (agenda digitale, mobilità, inclusione e infrastrutture sociali), pochissimi sono quelli rimasti identici rispetto alla versione originaria del ciclo “Accorinti”. «Ci siamo mossi su due direttive – prosegue l’assessore –. Razionalizzazione degli interventi evitando dei duplicati di spesa che abbiamo riscontrato nella precedente versione. E poi la concentrazione di investimenti su pochi obiettivi concreti per ridurre il gap infrastrutturale che ci separa dalle altre città metropolitane. La Commissione Europea riprende spesso il sud per la frammentazione dei progetti e noi abbiamo voluto evitarla».

È proprio sull’asse 1 che c’è stato il maggior numero di accorpamenti e tagli. Dei 13 milioni disponibili, cinque e mezzo andranno per la creazione di un sistema di sensori che monitoreranno i servizi cittadini principali. Si chiama ME-Smart e prevede una sala controllo al Comune dove arriveranno le segnalazione sulla rete idrica, sul traffico, sulle discariche abusive, sulla sicurezza urbana: un controllo digitale per un più pronto intervento. Presto poi nascerà un nuovo ufficio unico dei tributi che avrà a disposizione una banca data centralizzata realizzata con Impleme (1,4 mln). Sulla Mobilità, 31 milioni di dotazione, spicca il sacrificio (momentaneo?) dell’hub della stazione in sinergia con Rfi, a favore di un sistema integrato sulla mobilità dolce sul lungo lago a monte, fra Ganzirri a Torre Faro, dove ad ogni pioggia la strada è impercorribile.

«Diventerà la nostra promenade, una bellissima passeggiata per messinesi e turisti – dice Previti – e in più riqualificheremo l’attuale pista ciclabile».

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Fondamentale sarà la rendicontazione della prima tranche dei progetti entro la fine di quest’anno. Nessun’altro intervento è previsto dall’Autorità di gestione del Governo, che ha detto sì all’acquisto sul mercato di case per il risanamento. Alcuni vecchi progetti sono stati “sacrificati”. Nell’asse 1 via quelli sulla digitalizzazione del lascito culturale del poeta Cannizzaro (500.000 euro), Openmessina (1,7 mln) e Meforyou (2 mln). “Agorà” diventa il portale del brand Messina, confermato lo sviluppo di UrbanMid, lo spazio digitale per l’urbanistica. Nell’asse 2, confermati i fondi per i 13 bus elettrici, per il revamping della pubblica illuminazione e tutto quello che riguarda l’efficientamento energetico dei palazzi comunali. Salta invece la nuova mobilità di piazza Cairoli e Duomo a favore della riqualificazione della zona dei laghi (8 mln). Nell’asse 3, via 1,5 mln per l’alfabetizzazione dei rom e ridotto a un decimo (150.000) il fondo per i senza tetto. Ma ci saranno 8 milioni per il trasporto dei disabili e le borse lavoro. Nell’asse 4 prevista, per 2,7 mln, la rifunzionalizzazione di immobili pubblici per start-up, spariscono magazzini generali e pronto soccorso sociale a valle degli Angeli.(d.b.)

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