Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Autostrade, il report riservato: situazione critica

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Autostrade, il report riservato: situazione critica

«Si segnala altresì la situazione dei giunti di dilatazione di numerosi viadotti, in particolar modo sulla Tangenziale, che risultano danneggiati e necessitano di adeguata manutenzione». È solo un passaggio di uno dei report molto riservati che periodicamente finiscono su qualche scrivania al Cas, in Prefettura e negli uffici dell’Anas. E rimangono lì. Non ci sono da controllare solo i ponti, nelle nostre autostrade e sulle nostre strade statali. C’è soprattutto da effettuare quella manutenzione ordinaria che non si fa più da anni, forse da decenni. Per un motivo molto semplice: non ci sono più soldi. Noi lo abbiamo letto quel report riservato, ma forse non c’è nemmeno bisogno di raccontare di queste righe “segrete” per dire che le due autostrade, A18 e A20, che confluiscono su Messina, sono in condizioni che definire penose è poco, molto poco. Lungo la Tangenziale, e in altre tratte, si sono verificati qualcosa come circa 900 incidenti nell’ultimo periodo di monitoraggio. Basta questo dato per far capire come da anni, il Cas, un carrozzone politico dove i vari presidenti della Regione hanno piazzato i propri adepti, non ha proceduto ad un minimo rinnovamento delle tratte. Che diventano, ad ogni ora che passa, non è un’esagerazione, sempre più pericolose.

Sentite questa. È non si tratta di una barzelletta. Quando arrivarono i primi soccorritori, dopo la frana di Letojanni, sulla A18, era il settembre del 2009, una frana ancora vergognosamente “intatta”, e siamo nel 2018, su quella montagnola da dove s’era riversato di tutto invadendo un’intera carreggiata, qualcuno notò soprattutto due cose molto particolari: una banconota da cinquemila lire con stampigliato Cristoforo Colombo, e una pianta di fico d’india con oltre venti “pali”. Ora, è notorio che quella banconota in lire era “fuori servizio” da parecchio tempo, dal 2001, e le piante di fico d’india generano un “palo” per ogni annata. Ergo su quella collina, a controllare lo stato delle cose, per decenni non ci è mai salito nessuno. Non fu una tragedia per puro miracolo.

Il report parla molto chiaro. C’è scritto che le «situazioni più critiche» interessano certamente la zona della Tangenziale, da Tremestieri a Boccetta su tutte e due le carreggiate. E sono soprattutto tutti gli svincoli ad essere ridotti molto male: ad eccezione di Gazzi, tutti gli altri «presentano il manto stradale ammalorato e dissestato».

Ci sono poi le gallerie, per la maggior parte infatti «... oltre ai già citati problemi derivanti dalla manutenzione del manto stradale, si aggiungono un impianto di illuminazione scadente e la presenza di copiose infiltrazioni d’acqua che riversandosi nel terreno aumenta sensibilmente le insidie».

Ancora: «... per quasi tutta la tratta e per lunghi tragitti, la pavimentazione appare vetusta, ammalorata e con buche sparse, anche perché gli interventi posti in essere risultano insufficienti e consistono sovente in rappezzamenti parziali che comunque non risolvono il problema».

Ancora: in più punti «... inoltre è stata notata la vegetazione fuori controllo che ha assunto ormai proporzioni boschive celando la segnaletica, il guardrail e qualche volta perfino la corsia di emergenza».

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