Domenica, 23 Settembre 2018
MESSINA

E i dirigenti di Palazzo Zanca ora incassano i loro “premi”

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Palazzo Zanca

I dirigenti di Palazzo Zanca passano all’incasso. E sono cifre da capogiro. I provvedimenti risalgono tutti al periodo più caldo delle elezioni, quello di “vacatio” tra il primo turno ed il ballottaggio. E sono atti con cui vengono liquidati i primi acconti delle indennità di risultato che fanno riferimento agli anni che vanno dal 2005 al 2009. Cinque annualità, piuttosto datate, tanto che tra i beneficiari ci sono anche ex dirigenti comunali ormai andati in pensione.

Tecnicamente, le indennità di risultato sono somme aggiuntive rispetto ai regolari stipendi dei dirigenti (le cosiddette retribuzioni di posizione, proporzionate al livello di responsabilità attribuito con l’incarico assegnato), e corrispondono alla produttività, appunto, o alla redditività della prestazione.

In un ente che spesso è stato sull’orlo del dissesto finanziario, e che teoricamente lo è tutt’ora, visto che i destini di Palazzo Zanca sono legati a quelli di un piano di riequilibrio ancora in fase di valutazione, l’uomo della strada penserebbe che ci sarebbe ben poca produttività da ridistribuire. Ma evidentemente non è così. Con i soli acconti, sono stati elargiti già circa 500 mila euro, tra il 19 e il 22 giugno scorsi. Quando verranno pagati anche i saldi, dopo l’approvazione del bilancio del Comune, la cifra totale supererà abbondantemente il milione di euro. E va detto che si tratta di somme già decurtate del 15% dall’ex sindaco Renato Accorinti. Se si pensa che a queste dovranno aggiungersi le indennità di risultato di tutto gli anni successivi, si comprende bene a quanto possa arrivare il “bottino” per i dirigenti comunali.

La cifra più importante spetta ad un dirigente ormai in pensione, l’ex ragioniere generale Ferdinando Coglitore, che tra acconto, saldo e oneri riflessi, incasserà quasi 147 mila euro. Sono somme al lordo, ma la sostanza non cambia. Più di 95 mila euro spetteranno ad un altro pensionato, l’ex vice segretario generale Pucci Mauro, mentre tra i dirigenti ancora in attività spiccano Romolo Dell’Acqua, con quasi 90 mila euro, l’attuale ragioniere generale, Giovanni Di Leo, con 86 mila euro, poi Domenico Manna, con più di 81 mila euro, il comandante della polizia municipale Calogero Ferlisi, con oltre 79 mila euro, cifra simile a quella di Natale Castronovo. Poco più giù ci sono Salvatore De Francesco (63 mila euro) e Giovanni Bruno (quasi 57 mila).

E per gli anni successivi? Sempre a ridosso delle elezioni, il 26 giugno, è stato approvato un altro atto, con cui vengono rideterminati i Fondi Area Dirigenza per gli anni 2011, 2012 e 2013. Rappresentano il “salvadanaio” da cui si attinge per pagare, appunto, le indennità di produzione. Negli anni scorsi questi Fondi erano stati al centro di un lungo contenzioso con i sindacati, ai quali i revisori dei conti avevano dato ragione: gli importi erano stati calcolati in eccesso (con determine risalenti addirittura al maggio 2015). I dirigenti ne hanno preso atto, hanno eliminato le somme ritenute in eccesso da revisori e dirigenti, ma sono riusciti a recuperarne altre, importi legati ad un complesso calcolo fatto sulla base dell’organizzazione degli uffici.

Insomma, tirandoli fuori dalla porta e facendoli rientrare dalla finestra, i fondi sono stati aumentati di quasi 93 mila euro per il 2011 (circa 2,1 milioni), di circa 94 mila per il 2012 (quasi 1,8 milioni), di altri 59 mila euro per il 2013 (poco più di 1,5 milioni).

Un primo “freno” potrebbe arrivare per il 2014: qui c’ha messo mani l’Organismo interno di valutazione, che ha “promosso” solo 5 dirigenti su 21. Ma ovviamente i superburocrati di Palazzo Zanca si sono già ribellati.

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