Lunedì, 18 Novembre 2019
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BARCELLONA

Strangola l’ex moglie
e poi si impicca

di
barcellona, omicidio suicidio, Messina, Archivio
Strangola l’ex moglie e poi si impicca

Strangola la moglie da cui si era separato da anni e poi s'impicca. L'autore del violento e folle gesto, consumatosi in una palazzina di contrada Manno nella periferia di Barcellona Pozzo di Gotto, è stato Nicola Siracusa, 56 anni compiuti lo scorso 27 giugno, di professione pasticcere, il quale non avrebbe esitato, probabilmente al culmine dell'ennesimo contrasto avuto con la sua ex moglie che l'uomo aveva sposato in seconde nozze dopo il fallimento di un precedente matrimonio, ad uccidere l'ex coniuge.

La vittima è l'impiegata comunale Maria Carmela Isgrò di 53 anni, che secondo una prima valutazione medico legale sarebbe morta per soffocamento, probabilmente perché strangolata forse a mani nude dall'ex marito. L'uomo pare avesse l'ossessione per il fallimento del suo secondo matrimonio, tanto che i contrasti erano sfociati anche in questioni giudiziarie sia penali che civili.

La donna uccisa, trovata morta dalla polizia a cui si erano rivolti gli stessi familiari che per tutta la mattinata avevano cercato invano di mettersi in contatto con lei, era stesa sul pavimento del salone dell'appartamento situato al primo piano della stessa palazzina dove nella mansarda al terzo piano, invece, abitava fin dalla separazione coniugale l'ex marito.

Nicola Siracusa – secondo una prima ricostruzione operata dagli investigatori del Commissariato di polizia di Barcellona intervenuti al comando del vice questore Antonio Rugolo -, dopo aver ucciso l'ex moglie, lasciandola stesa supina sul pavimento, sarebbe salito nuovamente nella sua mansarda dove ha inscenato un macabro messaggio indirizzato ai suoi fratelli che abitano nei diversi appartamenti dello stesso fabbricato, di proprietà della famiglia Siracusa. Infatti l'uxoricida, prima di attuare il suicidio, ha lasciato sul tavolo della mansarda una mazzetta di banconote, in tutto 4 mila euro, per consentire ai suoi fratelli ai quali era particolarmente legato di poter pagare le spese del suo funerale. Accanto ai soldi un messaggio inequivocabile che ha fatto ipotizzare il tragico epilogo: «Per le spese del mio funerale». La polizia ha così intuito che l'uomo si fosse tolta la vita. Non trovandolo nell'appartamento in cui aveva vissuto per anni a seguito della separazione dalla moglie, le ricerche degli investigatori si sono spostate al piano terra dello stesso stabile di via Modica, dove nel garage situato accanto all'ingresso principale, penzolante da un cappio la cui cima era stata ancorata ad una sbarra di ferro murata alle strutture portanti del fabbricato, è stato trovato il corpo di Nicola Siracusa.

Sul posto, oltre alla polizia scientifica per i rilievi, si è subito recato per esaminare la scena del delitto, il sostituto procuratore di turno Matteo De Micheli che assieme al Procuratore Emanuele Crescenti dirigono le indagini. Sul posto anche il medico legale di turno dell'Asp, Antonino Iannello, per un primo esame esterno.

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