Lunedì, 24 Settembre 2018
MESSINA

Frana Letojanni, c'è l'ok della Forestale

di
frana letojanni, Messina, Sicilia, Archivio
Frana Letojanni, c'è l'ok della Forestale

Mollichina dopo mollichina, si sta completando il quadro delle autorizzazioni che porteranno al via libera ai lavori.

Serve una certosina opera di marcamento per arrivare alla soluzione, quella attesa da due anni e mezzo per ricucire uno strappo in una delle arterie principali della rete autostradali dell'isola.

A Letojanni dal 5 ottobre del 2015 si viaggia su una sola carreggiata a doppio senso di marcia perchè una frana da 50.000 metri cubi ha invaso la corsia che porta a Catania.

Il progetto per il ripristino dell'autostrada è pronto ma deve essere vistato da una lunga serie di uffici interessati alla grande opera. La notiozia del giorno è che è arrivato anche l'ok di competenza del Comando del Corpo Forestale sui lavori da eseguire in quest'area sottoposta a tutela idrogeologica.

Si aggiunge a quelle che già erano state rilasciate da Genio Civile di Messina, Anas, e Asp direttamente al tavolo della conferenza dei servizi di un mese fa.

Nel frattempo anche il Ministero dell'Infrastrutture proprietario dell 'autostrada gestita dal Consorzio, ha rilasciato l'attesa e forse più complessa autorizzazione.

Dunque all'appello mancano adesso solo la Sovrintendenza Beni Culturali e il comune di Letojanni che in quella riunione convocata dal Provveditorato opere pubbliche a Palermo era presente ma si è riservato il giudizio.

il progetto predisposto dall’Ing. Carmelo Marino e la relazione geologica di Giuseppe La Spina prevede la realizzazione di un piede della frana che la bloccherà al costone e del quale sono parte integrante le due gallerie che saranno costruite in entrambi i sensi di marcia. Sopra ci sarà un rilevato di terra di cinque metri che stabilizzerà il fronte e garantirà sicurezza ai tunnel. Si tratta di un fronte d’intervento di 140 metri, per una frana alta 40 metri e spessa 6.

Il direttore generale del Cas non si sbilancia sui tempi della chiusura del processo autorizzativo che comunque terminerà con una nuova riunione dal Provveditorato opere pubbliche e con la validazione del Rup. Solo dopo si potrà andare a gara con 17 milioni di euro di investimento e un anno di lavori.

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