Martedì, 23 Ottobre 2018
MESSINA

Sbarchi... "pericolosi"

di
Alagie Touray, Azez Anis, migranti, Messina, Sicilia, Archivio
Sbarchi... "pericolosi"

Le buone condizioni meteo hanno favorito la ripresa degli sbarchi di migranti in tutta la Sicilia. Ieri 25 aprile tra i 138 migranti soccorsi in mare dalla Marina Militare accolti a Messina c'era un tunisino espulso dall'Italia nel 2009 per reati legati allo spaccio di droga. 

E’ arrivato ieri, al molo Norimberga, a bordo della nave della Marina Militare portoghese “Almeida”. Al momento dello sbarco, AZEZ Anis, un tunisino di 39 anni, è stato sottoposto ad accertamenti dattiloscopici effettuati dalla Polizia Scientifica, così come previsto per ogni migrante. E' subito emerso che su di lui pendeva un ordine di carcerazione, emesso dal tribunale di Bolzano nel 2010 perchè si era reso responsabile di reati legati alle sostanze stupefacenti. Al tunisino che nel frattempo era già stato espluso dall'Italia era stata inflitta una pena di 8 mesi e 18 giorni e una sanzione pecuniari di 2500 euro. Pena che dovrà espiare adesso visto il suo rientro nel nostro paese prima del termine dei 10 anni come previsto in occasione della sua espulsione dall'Italia.

E sempre in tema di sbarchi, nel corso di un'operazione antiterrorismo condotta da polizia e carabinieri a Napoli, è stato arrestato un migrante del Gambia che l'anno scorso, il 22 marzo del 2017, era sbarcato a Messina con altri 638 migranti, 209 dei quali venivano dal Gambia. Il gip ha convalidato per lui il fermo ed emesso a suo carico una ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di partecipazione a una associazione terroristica denominata 'Islamic State' o 'Daesh'. L'uomo si chiama Alagie Touray, 21 anni, e da un anno risiedeva risiedeva in un centro per l'accoglienza dei migranti a Licola, sul litorale napoletano. A quanto si è appreso dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli sarebbe emerso il progetto di un attentato. Touray aveva chiesto asilo politico ma la pratica per la concessione era ancora in valutazione. Su una chat chiedeva ai confratelli islamici di pregare per lui perché in missione. L'immigrato, avrebbe ammesso di aver ricevuto la richiesta di lanciarsi con un'auto sulla folla.

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