Lunedì, 24 Settembre 2018
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Dalla Columbia University a Unime: full immersion nell’accoglienza

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Dalla Columbia University a Unime: full immersion nell’accoglienza

MESSINA

Una settimana tra Messina e altri luoghi della Sicilia, per un approfondimento teorico-pratico sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza. Nei giorni scorsi, su iniziativa dei professori Francesco Martines (Diritto amministrativo) e Mary Ellen Toffle (Lingua inglese), una delegazione di 10 studenti della Columbia Law School di New York accompagnata dalla professoressa Kathleen Maloney, docente di diritto dell’immigrazione, è stata protagonista di un articolato progetto di approfondimento, promosso dall’Università di Messina. Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito dell’attività di internazionalizzazione dei Dipartimenti di Scienze politiche e giuridiche (Scipog) e di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali (Cospecs) cui afferiscono i docenti coinvolti e che è stata caratterizzata sia da momenti seminariali in lingua inglese organizzati dai due Dipartimenti che da occasioni di confronto col territorio.

«Il progetto affonda le radici nei consolidati rapporti di collaborazione e scambio già consolidati con la Columbia University – hanno spiegato i professori Martines e Toffle – ed in particolare con la professoressa Maloney, ricercatrice di diritto dell’immigrazione, già nostra ospite nel periodo della campagna elettorale presidenziale statunitense, tema che ha affrontato in una serie di seminari. È poi tornata in qualità di visiting professor per un mese, durante il quale ha approfondito questioni legate al diritto dell’immigrazione. Adesso sono gli studenti statunitensi ad arrivare da noi per portare avanti un percorso di approfondimento sul diritto dell’immigrazione, un tema a cui sono molto interessati. Si tratta di studenti della Columbia Law School, quindi del dipartimento di legge, che stanno frequentando un corso di laurea in materie giuridiche di taglio specialistico».

Tra i momenti di approfondimento due seminari, il primo nell’aula magna di Scienze cognitive, che si è sviluppato attraverso una riflessione sulle questioni culturali e sociali legate alle migrazioni e ha coinvolto i docenti Mariaeugenia Parito di sociologia culturale e dei processi comunicativi, Francesco Zanotelli di antropologia culturale, Sebastiano Nucera di Scienze cognitive, la dottoranda dell’Università di St. Andrew Kathryn Friedriks, il secondo nell’aula Buccisano a Scienze politiche che ha ospitato un ampio confronto sul diritto dell’immigrazione e sulle politiche portate avanti in Italia ed in Europa, con testimonianze e contributi di addetti ai lavori, attraverso diversi approcci, teorici e pratici. Presente il direttore del dipartimento, Giovanni Moschella, ampi approfondimenti sono stati offerti dai docenti Adele Marino di diritto della navigazione, Francesco Astone e Valentina Prudente di diritto amministrativo, Michele Messina di legislazione europea, e ancora Daniele Pompejano di storia e istituzioni americane, Antonella Astone di diritto privato, Rosalba Rizzo di lingua inglese.

«Un approccio teorico ma al contempo pratico che gli studenti della Columbia hanno particolarmente gradito – ha sottolineato Martines – Preziose per loro le informazioni offerte da Salvatore Trovato, comandante della Guardia Costiera, che ha parlato delle modalità con cui avvengono gli sbarchi, mentre una studentessa del nostro dipartimento, Marica Santoro, mediatrice culturale, ha offerto la sua esperienza sul campo, insieme a Buba Faye, rifugiato proveniente dallo Zambia. Entrambi poi hanno guidato il gruppo nella visita al Centro per minori migranti non accompagnati “Ahmed” dove, in un clima di condivisione, gli studenti della Columbia hanno potuto conoscere anche alcuni aspetti burocratici. Come la differenza tra protezione, asilo, tra tutele riconosciute e pratiche da mettere in atto. La disciplina italiana è molto garantista nei confronti dei minori stranieri non accompagnati».

Le attività seminariali sono state aperte anche agli studenti Unime per condividere con i colleghi ospiti un’esperienza formativa, di confronto e crescita particolarmente proficua per il proprio percorso di studi. Una settimana densa che ha appassionato gli studenti statunitensi, chiamati a confrontarsi sul campo, osservando da vicino alcune dinamiche legate ai flussi migratori. Non solo Messina, il gruppo – che ha deciso di alloggiare in una casa a Torre Faro, per godere pienamente delle bellezze della città dello Stretto – ha fatto tappa sia a Montalbano Elicona, dove ha visitato il castello, che a Enna, prima di rientrare a New York.

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