Lunedì, 24 Settembre 2018
MESSINA

Cas, ma i lavori devono proseguire

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E’ un bel lavoro quello che attende il neo direttore generale del Cas. Leonardo Santoro riceve un’eredità pesante ma anche ricca, perché che che se ne dica, il Consorzio, con 63 milioni di euro di incassi netti, è sicuramente un’azienda in salute sotto il profilo economico.
L’operazione Tekno prima, il caso Letojanni la settimana scorsa e ora la vicenda giudiziaria della Siracusa-Gela hanno azzerato il gruppo tecnico del Consorzio che già soffriva la penuria di ingegneri, geometri e geologi.
Per questo servirà un’iniezione di professionisti per mettere la gambe ai progetti, e sono tanti che il consorzio ha aperti in mezza Sicilia.
Il direttore generale del dipartimento regionale Fulvio Bellomo, ad ottobre disse “Ci sono 84 impiegati del Consorzio in qualche modo coinvolti in vicende giudiziarie”, ed ancora non era arrivata la bufera di Letojanni e della Siracusa Gela.
L’assessore Marco Falcone non ha nascosto che presto potrebbero arrivare aiuti dalla Regione con tecnici in comando da altre amministrazioni. La stessa l’ha lasciata intendere Leonardo Santoro che potrebbe arrivare in contrada Scoppo con alcuni professionisti che prestano servizio al Genio Civile.
E non mancherà il lavoro, a cominciare dal viadotto Ritiro dove la Toto Costruzioni morde il freno per cominciare ad entrare nel vivo dei lavori. Il Rup di questo progetto deve essere ridefinito per questo fondamentale e delicato appalto. Poi c’è la grana dei lavori di Letojanni. In questo caso il progetto è ben avviato, ma al netto dell’indagine sul bypass e sul muro di contenimento, servono ancora autorizzazioni varie per far partire la mega opera che bucherà la montagna franata realizzando due gallerie. Il progetto è stato mandato al Provveditorato opere pubbliche dal quale si attende una risposta. E poi ci sono le due gallerie Capo d’Orlando e Tindari da riaprire al traffico dopo anni di senso unico e il sequestro della magistratura e, dulcis in fundo qualcosa come 140 milioni di euro del patto per la Sicilia, tanti, tanti soldi che devono cambiare il volto dell’isola e della provincia di Messina

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