Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Indagine appalto Siracusa-Gela, sei arresti

di
cas, nino gazzara, turbativa d'asta, Messina, Sicilia, Archivio
Cas sede Scoppo

Non c'è pace per il Cas. Un nuovo terremoto si è abbattuto sul Consorzio autostrade siciliane ma questa volta non ci sono solo indagati e sequestri ma sono scattati gli arresti alcuni anche eccellenti.
Abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione sono le accuse che i sostituti della Procura di Messina Alessia Giorgianni e Rosanna Casabona, coordinati dal procuratore Maurizio De Lucia, contestano alle undici persone coinvolte nell'inchiesta su presunte irregolarità nella gara di affidamento dei lavori di realizzazione di tre lotti dell'autostrada Siracusa-Gela. Agli arresti domiciliari sono finiti Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni, il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Scarl Antonio D'Andrea, l'ex capo della segretaria tecnica dell'ex governatore Rosario Crocetta, Stefano Polizzotto, e il funzionario del Consorzio Autostrade Siciliano Gaspare Sceusa. Si sono invece spalancate le porte del carcere di Gazzi per il finanziere Nicola Armonium e per il messinese Antonino Gazzarra, vicepresidente del Cas. Per la Procura una classica storia di appalti truccati per favorire imprese amiche e mazzette. Le opere vennero aggiudicate al raggruppamento temporaneo di imprese Condotte per l'Acqua spa & Cosedil spa. Secondo gli inquirenti, la commissione aggiudicatrice avrebbe turbato la libertà degli incanti fissando diverse sedute con il finto intento di ottenere chiarimenti sull'analisi di spesa dell'offerta presentata dai concorrenti e richiedendo integrazioni per mostrare solo formalmente un particolare approfondimento degli elementi forniti dai partecipanti alla gara. Ma, secondo l'accusa, erano tutte attività di facciata per buttare fumo negli occhi. La ditta aggiudicataria,infatti, era già stata scelta seguendo altri criteri. Altro aspetto fondamentale dell'inchiesta riguarda un presunto abuso d'ufficio commesso dal direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, dal vicepresidente Gazzarra da D'Andrea, Astaldi, Polizzotto e Armonium. Contestualmente alla stipula, fu inserita nel contratto d'appalto una clausola che prevedeva la possibilità di posticipare i termini di consegna del lotto principale e addirittura di ultimazione dell'opera. Clausola che secondo i magistrati avrebbe provocato un danno al Consorzio.. A Gaspare Sceusa, responsabile unico del procedimento relativo all'appalto, la Procura contesta di avere autorizzato illegittimamente la Cosige Scarl (consortile costituita da Condotte d'Acqua. e Cosedil) a stipulare un contratto di sub-appalto per una consulenza legale con un'altra società, la Pachira Partners spa. La Pachira avrebbe incassato per il servizio offerto un milione e 650mila euro. Ma la somma in realtà, secondo i magistrati, sarebbe stata una provvista creata dalla società vincitrice dell'appalto per "remunerare" il vicepresidente del Cas Gazzarra per una consulenza mai fornita. “L'avvocato Gazzarra ha nascosto 300mila euro, dice in un'intercettazione un ingegnere della Condotte d'Acqua spa, Le indagini hanno scoperto l’esistenza di un rapporto privilegiato tra ARMONIUM e GAZZARA, che, secondo l'accusa, si prodigava per favorire una gestione favorevole all’appaltatore, attraverso interventi di vario genere: come il riconoscimento all’impresa di riserve per importi di centinaia di milioni, abbattimento di penali, riconoscimento di premi.
Per contro, sostengono i pm, GAZZARA riceveva incarichi professionali dalla Pachira per circa € 30.000 e la promessa per consulenze future.

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