Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Aborti clandestini, confermate due condanne

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Aborti clandestini, i due medici vanno ai domiciliari

Erano le 21.30 quando i giudici di secondo grado hanno pronunciato la sentenza. 6 anni e sei mesi per Luppino all’epoca dei fatti in servizio alla Rianimazione dell’Azienda Papardo-Piemonte, e 6 anni per Cocivera in servizio nel reparto di Ginecologia del Papardo quando si verificarono i reati contestati. In pratica sono state confermate le richieste formulate il 5 febbraio scorso dal sostituto procuratore generale Felice Lima. In appello, invece, sono stati revocati i risarcimenti del primo grado alle parti civili. L'indagine ebbe origine nel 2014 da parte della polizia. I due medici vennero arrestati nel maggio del 2016 con le accuse di illecita interruzione di gravidanza, peculato e concussione, in più Cocivera anche di truffa.

Secondo l'accusa il ginecologo Giovanni Cocivera nel suo studio privato praticava aborti clandestini e sottraeva farmaci dall'ospedale Papardo dove in quel periodo prestava servizio. Qui le donne incinte ci arrivavano dopo che i due medici condannati le convincevano sostenendo che in ospedale non fosse possibile, per mancanza di posti disponibili e per lunghissime liste di attesa.

La struttura privata, oltretutto, giudicata «non abilitata e priva dei requisiti igienico-sanitari e di adeguati servizi ostetrico-ginecologici, con conseguente serio pericolo per la salute delle pazienti che si sottoponevano all'aborto». Le interruzioni di gravidanza avrebbero fruttato somme comprese tra i 750 e i 1200 euro.

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