Martedì, 16 Ottobre 2018
TAORMINA

Le Rocce, un'occasione persa

di
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Le Rocce, un'occasione persa

Messina

Una grande amarezza. In solitudine. Sembra di rivedere lo scenario giudiziario della Fiumara d’Arte per il mecenate Antonio Presti, quando negli anni 90 si mise in testa e in cuore di regalare “di tasca sua” la Bellezza alla Sicilia e al Mondo con il più grande Parco di grandi sculture d’Europa e finì sotto processo per... abusivismo edilizio.

Antonio Presti

Fin quando un giudice non residente a Berlino ma illuminato e saggio, Nicolò Fazio, seguendo la corrente umana distillata nei suoi scritti dal grande giurista nostro Angelo Falzea, quella per intenderci del “Diritto che deve adeguarsi alla Vita”, non valendo il registro contrario, al termine di una estenuante e stucchevole diatriba pronunciò una sentenza giusta. Lasciando la “Finestra sul mare”, il “Labirinto di Arianna”, la “Stanza di barca d’oro” finalmente al loro posto, quali nobili simulacri cementizi della poesia donati alla Gente senza voler nulla in cambio.

E adesso, dopo la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, organo d’appello del Tar, che di fatto ha tolto la gestione in comodato del Villaggio Le Rocce di Mazzarò alla Fondazione Fiumara d’Arte Onlus, sentenza che ovviamente tutti rispetteranno, per primo anche Presti, rimane però quel sapore amaro del Diritto che forse in quest’occasione non s’è adeguato alla Vita.

Cosa farà l’attuale commissario della Città Metropolitana Francesco Calanna? Cosa farà colui che ha vergato quell’atto sconfessato dalla giustizia amministrativa, l’ex commissario Filippo Romano, un prefetto della Repubblica integerrimo e profondo conoscitore delle leggi? Nei prossimi giorni sicuramente sapremo. Per intanto quell’assegnazione diretta in comodato d’uso gratuito siglata il 18 novembre 2016 dopo anni di oscurantismo e abbandono in uno dei luoghi più belli dell’Isola, è divenuta carta straccia, si deve ricominciare da zero.

La personale storia limpida ormai ultradecennale di Antonio Presti, le sue fondamentali battaglie sempre dettate dalla Bellezza senza mai chiedere nulla in cambio alla sua terra, testimoniano che dal balcone ch’era tornato a splendere del Villaggio Le Rocce avrebbe soltanto donato, come peraltro aveva già iniziato a fare nel “caso di specie”. Senza chiedere mai nulla in cambio.

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