Sabato, 17 Novembre 2018
MESSINA

Seaflight di Capo Peloro,
concessione più vicina

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Seaflight di Capo Peloro, concessione più vicina

Dieci pareri favorevoli su dieci enti competenti, sia pure con un singolo elemento di bocciatura e un’incisiva prescrizione della Soprintendenza.

Il progetto di Centro policulturale presentato nel 2016 dalla società Amir srl per riqualificare la struttura degradata dell’ex Seaflight di Capo Peloro – attraverso uno spazio per concerti, per mostre e per laboratori legati al mare – ha collezionato un significativo en plein di pareri positivi e si candida sempre più all’ottenimento della richiesta concessione demaniale. Ma l’istruttoria “in concorrenza” con il primo progetto presentato per la riqualificazione del Cantiere ex Seaflight è ancora in corso di svolgimento, e tutto può succedere. A rilasciare la concessione finale sarà l’Uta, ovvero l’Ufficio Demanio di Messina-Milazzo, e ciò in base all’ultima normativa che ha sottratto all’Assessorato regionale il potere-dovere di rilascio e lo assegnato ai “rami” provinciali dello stesso Demanio regionale.

Riassumiamo dunque il quadro. La prima richiesta di concessione è stata presentata nel 2014 dall’Asd Capo Peloro, per realizzare un Circolo velico e sportivo (pesca, windserf, kiteserf, canottaggio, nuoto, pallanuoto, beach volley e beach soccer) ed ha ottenuto 7 pareri favorevoli ma 3 di segno contrario: rispettivamente, da parte della Soprintendenza, della Città metropolitana e del Comune. Accade però che le motivazioni di diniego siano al centro di una richiesta di revisione del parere presentata nei termini da parte dell’Asd Capo Peloro. «Se le integrazioni e i documenti ulteriori dovessero condurre alla modifica di quei pareri, ovvero se anche il progetto del Circolo velico dovesse avere alla fine tutti i pareri favorevoli – spiega, da noi interpellato, il dirigente dell’Uta, l’ing. Marco Messina – scatterebbe una nuova fase, con la concorrenza finale delle due offerte economiche».

Torniamo per ora al progetto di Amir srl, società diretta dal gemmologo Armando Arcovito, componente dell’equipe di studio dei Musei Vaticani per l’analisi degli smeraldi antichi, e del comitato scientifico nazionale del “Museo del Tesoro di S. Gennaro”. L’idea progettuale da lui portata avanti per l’ex Seaflight prevede un Centro policulturale. Anzitutto una parte coperta di 2.000 metri quadri, resa possibile dal riuso degli attuali manufatti e dalla copertura dell’ex cantiere, e poi all’esterno un Giardino di botanica costiera mediterranea, possibile contenitore di piccole esposizioni. All’interno è prevista una “zona convegni e teatro” con un palcoscenico adatto ai concerti musicali e una disponibilità di diverse centinaia di posti; una “zona espositiva” in cui allocare un Museo del mare e mostre d’arte continue ed intercambiabili; infine una zona “laboratori didattici” su temi quali la biologia marina e l’area dello Stretto, aperti ai contributi della città, del territorio. Ad esempio, un evento proposto dal Nautico Caio Duilio. Contemplata anche una piccola area di parcheggio in grigliato erboso, lato Pilone, funzionale al centro. Dicevamo di un elemento bocciato e di un’incisiva prescrizione. Il primo è il lido balneare, giudicato negativamente dall’ex Provincia a tutela dell’ambiente. L’altro è una prescrizione modificativa dello stile dell’edificio previsto con il riempimento dello scheletro del Seaflight: niente note neoclassiche ma mantenimento del disegno costruttivo originario.

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