Mercoledì, 19 Settembre 2018
MESSINA

In Consiglio il copione non cambia

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In Consiglio il copione non cambia

Il bilancio in ritardo, il balletto delle delibere che mutano a seconda dei richiami dei revisori dei conti, la commissione Bilancio che si prende i suoi tempi, l’aula che rimprovera alla Giunta i tempi troppo risicati, la nomina del commissario ad acta regionale (sempre lo stesso, da anni), la “finta” spada di Damocle dello scioglimento del consiglio comunale. E l’approvazione, in extremis, del bilancio di previsione. Cioè il più importante atto di programmazione economica del Comune. Il copione è sempre lo stesso, si ripete anno dopo anno. E questo 2017 non fa eccezione.

Fin qui, i capitoli di quel canovaccio si sono succeduti regolarmente anche quest’anno. Manca solo l’ultimo, l’approvazione del bilancio appunto. Ma non c’è anima viva, a Palazzo Zanca, che pensi che possa avvenire un qualsiasi colpo di scena. Il documento contabile passerà, coi numeri minimi indispensabili perché passi. L’antipasto si è avuto ieri. In aula c’era il piano triennale opere pubbliche, atto propedeutico al bilancio, senza il quale il previsionale non può essere esitato. Com’è andata? Ovviamente è stato approvato. Poche le discussioni nel merito. Dopo l’approvazione dell’emendamento dell’ex capogruppo del Pd Antonella Russo, che è riuscita a scovare poco meno di 500 mila euro destinati, chissà perché, ad un impianto fotovoltaico da allocare su una palazzina del complesso Città Nuova sul torrente Trapani, e ha proposto e ottenuto di stanziarli invece per la manutenzione delle strade (comparto rimasto senza i fondi Ecopass), l’Aula si è intrattenuta sull’emendamento presentato dal genovesiano Francesco Pagano. È un altro grande classico, quando si tratta di delibere di questo genere: un emendamento che riguardi la propria area di provenienza, Castanea e dintorni, Pagano non se lo “nega” mai. E anche ieri non ha fatto eccezione. Circa 200 mila euro per la pubblica illuminazione nel villaggio della zona nord. Che però hanno fatto storcere il muso ad altri consiglieri, che hanno fatto aleggiare l’ipotesi che si potesse trattare di un emendamento ad uso e consumo elettorale. Non sarebbe né il primo né l’ultimo.

Fatto sta che alla fine emendamenti e delibera sono stati approvati, con 16 sì e 8 astensioni. Non è passata inosservata la presenza in massa di tutti i genovesiani (eccezion fatta per Carmelina David, che non ce l’ha proprio fatta a restare in aula fino alla fine, accumulando l’ennesima assenza al momento del voto, e per Peppuccio Santalco), quasi a confermare il sussurro di qualcuno, per cui ci sarebbe stato un ordine di scuderia: Triennale e bilancio vanno approvati. Dopo il voto sul Triennale, in aula sono rimasti in 12. Troppo pochi, caduto il numero legale, si riprenderà oggi alle 10 quando basteranno16 presenti. Un altro grande classico. Per chiudere e confermare il solito, immutabile copione.

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