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L’Orlandina dipinge un capolavoro e ora sogna

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orlandina basket, Messina, Archivio
L’Orlandina dipinge un capolavoro e ora sogna

Straordinaria! Nella sua storica prima volta in Europa, l’Orlandina – nella lontana Russia – grazie a un secondo tempo ai limiti della perfezione (concessi solo 28 punti ai rivali), mette i brividi al quotato e ambizioso Avtodor, che esce ridimensionato dalla sfida della “Kristall Arena”. In gara-1 del 3° turno preliminare di Champions League ci voleva un’impresa e i biancazzurri l’hanno realizzata. La sconfitta di un solo punto, con la possibilità di ribaltare l’esito lunedì nella bolgia del “PalaFantozzi”, vale quanto una vittoria e consente di sognare la clamorosa qualificazione alla fase ai gironi della terza competizione continentale.

C’era curiosità per vedere all’opera i giovani paladini dopo un pre-campionato abbastanza anonimo. L’esame di Saratov è stato superato a pieni voti, segno evidente che il duro lavoro in palestra ha permesso notevoli progressi. Che sono arrivati al momento giusto, visto che giovedì sarà anche tempo di campionato, ospite Pistoia.

Splendido il francesino Damien Inglis, il giocatore più atteso in questa stagione, autore di una prestazione totale che ha trasmesso coraggio alla squadra, elevandone il rendimento.

Capo d’Orlando è partita male, l’emozione per l’esordio è durata anche troppo e il già rodato Avtodor riesce a volare sul 13-3 con il dominio sottocanestro di Klimenko e il talento fisico di Clarke, guida tecnica e spirituale sul parquet. Palle perse banalmente, gioco poco fluido, difesa che non tiene tagli e uno contro uno: i russi con la tripla di Sheleketo si issano sul +12 (21-9) con enorme facilità, mentre il quarto si chiude 25-16.

L’Orlandina, comunque, non molla mai, l’orgoglio la tiene in piedi, non va mai ko e Saratov dopo aver toccato il +14, torna negli spogliatoi sul 42-29.

Quando si riprende, terzo fallo di Delas e massimo svantaggio (46-30) sono contemporanei. La paura di crollare dura però un attimo, poi la sfida cambia completamente faccia. Capo d’Orlando comincia finalmente a difendere e il tiro da tre punti da ondivago diventa una certezza: a dare la spinta è l’uomo più esperto, il play turco Engin Atsur, che con due triple innesca anche Edwards, autore di 6 punti consecutivi che avvicinano i messinesi al -9. Tutto si riapre per non chiudersi più. L’Avtodor brillante del primo tempo, si trasforma in prevedibile e monotematica: si dimentica del totem Klimenko, affidandosi al tiro dall’arco (alla fine 6-24 per un modesto 25%) o a forzature individuali, con gli americani che a turno sbattono contro il “muro” di Di Carlo. Grazie a un quarto da 22-14, l’Orlandina si porta a -5 (56-51). Ormai c’è solo equilibrio: Saratov prova a spezzarlo, ma l’Orlandina trascinata da Inglis si rivela solida e coraggiosa. Sale in cattedra anche Wojciechowski, protagonista a sorpresa a questi livelli, che fa esplodere la passione dei tifosi piazzati davanti alla tv, realizzando a due minuti dalla sirena la tripla del sorpasso (65-66). Ed a partecipare alla festa si iscrive anche Ikovlev con l’ultima parità (69-69). Il libero di Frazier per il +1 finale di Saratov serve solo alle statistiche.

Ora, dopo i meritati complimenti, bisogna resettare tutto, rigenerarsi dopo il lungo viaggio di ritorno che si concluderà soltanto in serata e concentrarsi subito sul confronto interno che resta difficilissimo: la squadra di Mazzon è più profonda dei paladini e nelle trasferte di Coppa ha 2 su 2. Ma non sempre i più forti vincono. E a Capo d’Orlando lo sanno bene da tempo.

 

Allegato:

Alibegovic sv

Non riesce a entrare in partita.

Ihring 6

Combina disastri nel primo tempo, ma mette a segno un ottimo canestro nella rimonta.

Atsur 7,5

Glaciale, chirurgico, non perde mai la trebisonda. Piazza tre triple fondamentali e dà il la alla reazione dell’Orlandina. È già padrone del gioco.

Inglis 8

L’uomo in più: il giocatore di maggiore pregio della squadra conferma tutto il suo valore ed è il migliore. Non solo 16 punti (con una tripla impossibile), ma anche leadership, visione e mani d’oro (sette assist) per aprire il campo.

Kubolka 7

All’inizio il più giovane è anche quello che sente di meno la tensione. Prezioso, già ben integrato, deve però migliorare in difesa.

Delas 6,5

Il solito lottatore. Ha il compito più difficile contro i colossi Klimenko e Zabelin. Non ha paura, prende botte e contatti, si gestisce bene con tre falli e porta un mattone di quantità.

Edwards 7,5

Tante piccole-grandi cose. Potrà diventare la prima punta in attacco quando troverà continuità a un livello per lui inedito. Intanto alla “Kristall Arena” offre un contributo fondamentale, con 20 di valutazione e 7 rimbalzi (è al top nelle due “voci”). Ci sono anche due stoppate strepitose.

Wojciechowski 7,5

Il più bravo del precampionato, si conferma pure in Russia, nella prova più difficile. Nell’ultimo quarto realizza 7 punti (e abbiamo detto tutto).

Ikovlev 6

Dopo una partita senza smalto, segna la “bomba” del 69 pari.

Di Carlo 7,5

Vince il duello italiano in panchina con Andrea Mazzon. La sua squadra mostra carattere e identità e nella ripresa è proprio un bel vedere. (p.c.)

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