Mercoledì, 14 Novembre 2018
MESSINA

Nuova via don Blasco, l'accelerazione

di
don blasco, Messina, Archivio
via don blasco

Una riunione in tal senso si è tenuta stamani nell'ufficio del vice segretario del comune Giovanni Bruno. Da qui stanno per partire le comunicazioni di invito a tutte le ditte che sono interessate all'esproprio di terreni e manufatti ricadenti nelle aree dove transiterà l'importante arteria. In massima parte sono concentrati a cavallo della via Salandra, nei pressi dell'autoparco di Messinambiente. Da una parte insistono delle aziende, dall'altra un agglomerato di case, meglio note come Case D'Arrigo, alcune delle quali occupate abusivamente, con inevitabili casi di emergenza abitativa. Circa 5 i milioni già disponibili, destinati per questa operazione propedeutica alla realizzazione della via Don Blasco. Un milione e 300 mila euro andranno alle ferrovie dello Stato che hanno ceduto l'area all'interno della quale, la nuova arteria di collegamento transiterà per 800 metri circa e dove sarà realizzata una rotatoria all'altezza del viale Europa per consentire ai mezzi di dirigersi e immettersi da questo asse viario. Una vasta superficie dalla quale si accede dalla parte bassa di via S. Cecilia. Il tracciato, infatti, iniziando dal cavalcavia ferroviario, una volta giunto all'altezza di questa arteria, si snoda poi nell'area dell'ex piccola velocità per poi proseguire, una volta superata la zona interessata dagli espropri, sull'esistente tracciato di via Maregrosso che poi si collegherà alla ZIR mediante un passaggio che sarà realizzato all'altezza dell'autoparco dell'Atm. Attraverso la via Giuseppe Franza, dopo circa due chilometri e 800 metri, l'immissione sul viale Gazzi che collega con la tangenziale. Entro la prossima settimana sarà valutata da palazzo Zanca l'opportunità di stipulare comunque il contratto con l'impresa di Benevento che si è aggiudicata l'appalto con uno scarto sul raggruppamento di imprese che ha presentato ricorso di allena di appena 23 centesimi di punto. Ci sarebbe, in realtà, la possibilità di ricorrere al Cga, ma la legge consente all’ente appaltante di andare avanti nel frattempo. Se i tempi della giustizia verranno rispettati, entro Natale si avrà quantomeno la certezza sull'avvio dell'opera.

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