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Caso Cubeta: quei particolari su cui la famiglia si “interroga”

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Sottolineati dai familiari a Rete 4: «Le tracce di tre dna tra la corda e il nodo, i lividi sul corpo, la foto con un occhio pesto»

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Caso Cubeta: quei particolari su cui la famiglia si “interroga”

Alcuni particolari investigativi che potrebbero essere rilevanti, alcuni ricordi inquietanti rimasti impressi nello sguardo e nella mente di chi ritrovò il suo corpo senza vita, e poi la rivelazione angosciante di una fotografia contenuta in una memory card del cellulare, scoperta dalla famiglia.

È emerso questo e molto altro, nell’ampio spazio che nella tarda serata di venerdì, la trasmissione “Quarto Grado” di Rete 4, condotta da Gianluigi Nuzzi, ha dedicato al caso di Eleonora Cubeta, la trentenne messinese trovata morta con un cappio al collo nel suo appartamento di Contesse la notte del 5 settembre 2015. La scena di un apparente suicidio che fin da subito, da quando il fratello Gaetano scoprì il cadavere di Eleonora e i genitori Giuseppe Cubeta e Fiorella Moschella, che si trovavano in Bulgaria e furono informati per telefono dall’Arma – non è mai stata ritenuta credibile dalla famiglia che già la mattina dopo presentò denuncia alla Procura e chiese di indagare contro ignoti per omicidio. Da lì l’indagine che va avanti da due anni, con rilievi del Ris di Messina su alcuni oggetti e con un’autopsia dagli esiti attesi da una famiglia tanto angosciata quanto paziente nell’invocare il suo diritto “alla verità” – come ripete la madre, neuropsichiatria infantile.

Un uomo esperto anche il papà Giuseppe Cubeta, già capitano dei carabinieri e direttore di un agenzia di vigilanza, che ha affiancato ai suoi legali, gli avvocati Giusy Abate e Luca Frontino, un consulente quale l’ex generale dell’Arma Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma. E in trasmissione l’avv. Frontino, anche lui intervistato, ha sottolineato come la famiglia abbia conservato nell’appartamento la “scena del crimine” e si attende ora «un approfondimento tecnico, con le competenze scientifiche di cui gli investigatori dispongono». Ma vediamo, dunque, le principali novità emerse durante le interviste trasmesse dal programma d’approfondimento di Rete 4. Dopo la scheda riassuntiva della vicenda curata dal giornalista Simone Toscano, il conduttore Nuzzi ha ascoltato con attenzione le ricostruzioni del papà Giuseppe, della mamma Fiorella e del fratello Gaetano. Innanzitutto, sommando la corda utilizzata e il nodo trovato al collo di Eleonora sarebbero state rinvenute le tracce di tre dna. Naturalmente solo gli investigatori, in relazione a vari elementi tecnico-scientifici, potranno dedurre se da ciò si configurano scenari inquietanti, non riconducibili a suicidio. La famiglia poi ha ricordato di aver sempre ritenuto sospetto il fatto che la corda si trovasse legata «ad un appendiabiti più o meno della stessa altezza della giovane (circa 1 metro e 70) in una nicchia di mezzo metro», che vi fossero «lividi sul corpo di Eleonora, sul braccio, sull’interno coscia, e sparsi sul corpo». Ed ancora il dubbio legato al dato dei capelli di Eleonora trovati all’interno del nodo: «Ma chi si lega una corda al collo se la annoda davanti, non da dietro...». E ancora i familiari non si danno pace perché – affermano – subito dopo la scoperta del corpo di Eleonora «non furono posti sotto sequestro né l’appartamento né i vestiti di Eleonora».

E ancora il fatto che la figlia avesse in quelle ore il pensiero pratico di comprare un motorino ed avesse puntato manualmente la sua sveglia per arrivare puntuale a quel lavoro, nella Comunità Villa Arzilla per minori, in cui aveva già mostrato grandi doti, e che proprio la mattina dopo sarebbe stato suggellato dalla firma del contratto a tempo indeterminato. E infine la sparizione della sua agenda Smemoranda in cui lei ogni giorno annotava tutto.

Certo nella sua vita come in quella di molti giovani, a dispetto del suo carattere solare, c’era anche una zona riservata. A proposito di questa, grazie ad una perizia forense effettuata in Friuli e consegnata ai magistrati, dalla memoria del telefonino è venuta fuori una foto di Eleonora con un occhio pesto, tumefatto. Da capire cosa e quando sia accaduto. Ma più che da questo o quel particolare, forse, lo spettatore di Rete 4 è rimasto colpito dall’incredibile velocità con cui la famiglia Cubeta è passata, come sotto un rullo compressore, dalla serenità alla più straziante e misteriosa della tragedie. In quell’ultima giornata, il 5 settembre, una prima rassicurante telefonata mattutina a papà e mamma in viaggio in Bulgaria, e poi un’altra al fratello con cui avrebbe dovuto cenare. Nel pomeriggio si è incontrata con l’ex fidanzato per una restituzione di effetti personali e, poco dopo, ha rassicurato in merito il fratello Gaetano. I due erano ormai giunti alla conclusione di lasciarsi serenamente. Proprio all’ex fidanzato la madre di Eleonora si è rivolta in trasmissione, dicendo di «non avere nulla contro di lui fino a prova contraria». Insomma la famiglia Cubeta non vuole adombrare sospetti. Chiede alla Giustizia, «la verità, qualunque essa sia, ma una verità dimostrata».

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