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Torre Faro a pezzi, proposta l’isola estiva

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torre faro, Messina, Archivio
Torre Faro a pezzi, proposta l’isola estiva

Fuori dal diluvio nauesante di spazzatura che ammorba marciapiedi e strade di larghe porzioni della zona centro-nord e di Messina sud. Ma, al contempo, prigioniero di problemi che sempre più lo rendono squallido e inchiodato a condizioni di terzo mondo, a dispetto del paesaggio dello Stretto.

Eppure, ieri grazie alla pratica del porta a porta il borgo di Torre Faro dava alla città l’esempio in tema d’immondizia: l’eliminazione totale delle discariche e dei cumuli di sacchetti. Mai cantare vittoria a Messina, ma il dato c’è: la differenziata a domicilio, in virtù anche della puntualità con cui questo territorio è battuto dai camioncini preleva-sacchetti, è la via maestra. Certo – dicono – una cosa è gestire il Faro, Ganzirri o Giampilieri, altra cosa rioni come Giostra, Camaro, Bordonaro o anche Provinciale. Tutto vero, ma se Messina è ancora la città dei villaggi, 66 tra le colline e il mare, è ragionevole auspicio che il porta a porta dilaghi e la Differenziata raggiunga magari il 50% invece dell’attuale 13.

A Torre Faro, intanto, l’emergenza vera è un’altra. Doppia. Da un lato s’aggraverà quest’estate la distruzione della pavimentazione in pietra lavica assurta ormai da un decennio a “barzelletta”: quella che era stata finanziata dall’Europa nel 2005 perché il cuore del villaggio diventasse un vero luogo d’aggregazione, sia per le famiglie che per i turisti. Al contempo tornerà la solita commistione, sul pavimento semidistrutto, del transito automobilistico, del passaggio pedonale e della sosta selvaggia, senza trascurare il ricorrente caos di furgoni e bancarelle.

Per tutto questo, e per i dislivelli e gli squarci sempre più pericolosi nella pavimentazione, l’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua, “faroto” d’adozione, rilancia l’isola pedonale: «Il solo modo per ridurre questo degrado, è quello dell’isola pedonale nel cuore del villaggio, a partire da fine giugno: al principio solo estiva, poi estendibile per tutto l’anno. Si può fare senza veri traumi per nessuno, ho pure fatto una mappa. Basta chiudere davanti alla chiesa, e far girare le auto dalla via Nuova a destra, verso via Primo Palazzo, impedendo anche l’accesso da via Santa Domenica dove per i residenti ogni sera è un inferno. Quanti devono andare da via Torre verso le spiagge del Pilone possono pur farlo dalla Statale e quindi dalla Marina di Fuori, o da via Pozzo Giudeo, dove avranno di nuovo a disposizione il parcheggio alle Torri Morandi e i bus navetta».

Sulla qualità della vita che ne deriverebbe nessun dubbio: «Quello che si vede qui d’estate, la sera e la notte, durante le feste ma non solo, è inaccettabile: con le auto e le moto che passano attraverso masse di pedoni in movimento». Certo la proposta, che non è nuova, merita attenzione.

Questa stessa isola pedonale estiva, ma con il limite dell’orario 20-24, viene riproposta anche quest’anno dal giovane consigliere del 6. Quartiere, Giuseppe Sanò. Richiede l’«interdizione della via Torre sino all’incrocio con via Firenze, dal 15 luglio al 15 settembre, collocando cinque transenne mobili, presidiate da vigili urbani o da ausiliari del traffico, tra la via Primo Palazzo e l’intersezione con via Mangraviti; tra la via Nuova e l’incrocio con via Mangraviti; tra la via Rando e l’intersezione con via dei Mille; la via Firenze e l’incrocio con via Madaffari. L’idea di istituire un’isola pedonale – ha sottolineato Sanò – nasce dal comune desiderio di rendere il villaggio di Torre Faro, una località a vocazione turistica alla stregua delle più rinomate mete di villeggiatura. Lungo la via Torre – ricorda il consigliere – si susseguono diverse attività di ristorazione e ben 3 piazze, che quotidianamente, accolgono migliaia di persone tra avventori e semplici villeggianti, che con difficoltà guadagnano il passo e sono costrette a camminare fra le auto in transito».

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