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Alloggi Iacp di Zafferia, 60 famiglie nel dramma

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Alloggi Iacp di Zafferia, 60 famiglie nel dramma

Il diritto alla Casa violato, le risposte non date dall’Istituto autonomo case popolari, le 60 “Case fantasma” di Zafferia. Una miscela che rischia di diventare “esplosiva”. E oggi si terrà, alle 16,30, l’assemblea indetta dal Fronte popolare autorganizzato per protestare contro l’Iacp e le azioni repressive in atto (operazioni di sgombero degli alloggi popolari occupati da famiglie considerate abusive». Tra i rappresentanti del Fronte c’è la combattiva Valentina Roberto: «Chi commette crimini – afferma – non è chi sta nelle case ma chi dal 2008 a oggi ha lasciato sessanta famiglie senza contratto, in condizioni di disagio, in quanto gli alloggi sono stati costruiti su terreno argilloso al margine di una falda acquifera, provocando fenomeni di dissesto idrogeologico. Nel frattempo, anziani e bambini si sono ammalati di gravi malattie respiratorie. È arrivato il momento di dire basta». Da qui la convocazione dell’assemblea popolare «per il diritto alla casa, alla salute e alla vita».

Le hanno chiamate Case Fantasma proprio per questo: perché in realtà non dovrebbero esistere, perché sono occupate da famiglie che non hanno potuto acquisire un proprio diritto. Alloggi privi dei certificati di abitabilità, dunque senza contratto, quindi da sgomberare. Ma lì dentro vivono, dal 2008, ben sessanta famiglie, con i disagi derivanti dalla zona poco salubre, dai fenomeni di dissesto idrogeologico, dall’assenza di ascensori (gli anziani che abitano ai piani più alti sono costretti a sobbarcarsi rampe di scale con grande sofferenza o impossibilitati a uscire di casa).

Quella di oggi non è la prima assemblea autorganizzata. Già lo scorso 27 gennaio, sempre su iniziativa del Fronte popolare, i cittadini si sono riuniti nel salone della Parrocchia di San Nicolò di Bari a Zafferia. Ma la situazione, a distanza di quasi un mese, non è cambiata, anzi è andata peggiorando.

Le palazzine in questione sono quelle di contrada Cavalieri, a poca distanza dal centro del villaggio. Sono state consegnate agli assegnatari nel 2007. Come già ricordato nei servizi di Rtp e Gazzettadelsud.it, fu quello un momento indimenticabile per chi attendeva da oltre 20 anni di poter entrare in una casa vera. Ma il sogno si è presto trasformato in incubo. Le condizioni strutturali degli edifici sono peggiorate notevolmente, fin dai primi giorni sono state riscontrate infiltrazioni nei pozzetti, quasi nelle fondamenta. I cavi di fondazione delle palazzine si riempiono stabilmente di liquami provenienti dagli scarichi fognari. Gli ascensori, come detto, non sono mai stati inaugurati.

E da allora è cominciata l’odissea per le sessanta famiglie che non sono state messe nelle condizioni di poter regolarizzare la propria presenza in quelle che appunto sono state denominate le “Case fantasma”. Il contenzioso tra l’Iacp e la ditta appaltatrice ha reso tutto più complicato e la decisione di sgomberare le palazzine, senza che vi siano soluzioni alternative per le famiglie, rischia di scatenare una vera e propria guerra sociale.(l.d.)

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