Lunedì, 30 Gennaio 2023
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TAORMINA

Cucchiara: molte le questioni da risolvere per il G7

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Cucchiara: molte le questioni da risolvere per il G7

Un aspetto fondamentale sarà quello della sicurezza. Ne abbiamo parlato con il questore di Messina, Giuseppe Cucchiara, che da mesi lavora per garantire che tutto fili liscio

A maggio il mondo intero guarderà Taormina e Messina, ma ancora oggi, noi che già ci siamo, non vediamo praticamente nulla di realizzato sul piano delle infrastrutture. Sul piano della sicurezza dell’evento come state procedendo?

«La nostra macchina organizzativa si è messa in moto molto presto. Praticamente a ridosso della prima visita fatta a Taormina dalla delegazione della Presidenza del consiglio e del ministero degli Esteri, a giugno scorso. È iniziato subito un rapporto strettissimo con il vertice del dipartimento della Pubblica sicurezza, e si è cominciato a ragionare in termini pratici e di risoluzione dei problemi, che sono apparsi ben presto abbastanza seri. Poi a settembre l’insediamento a Messina del prefetto Ferrandino ha chiuso il cerchio di una macchina organizzativa che sul territorio si è mossa come una “macchina da guerra”. Lo svolgimento di un vertice mondiale di importanza straordinaria sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico come il G7, in un luogo non strutturato per la gestione di un grande evento, ha reso necessario risolvere una serie infinita di problemi. Dalla mancanza di un luogo idoneo a gestire tecnicamente l’evento (sala operativa), alla nota mancanza di elisuperfici; dalla difficoltà di alloggio per le forze dell’ordine impegnate, alla difficoltà di comunicare via radio in maniera fluida. Sono soltanto alcuni dei problemi che ci siamo trovati a dover affrontare e a risolvere, grazie alla grande capacità di coordinamento espressa dal Prefetto e dalla professionalità e spirito di collaborazione dei colleghi delle forze dell’ordine e di tutte le altre componenti».

Ci dovrebbero essere 40/45 milioni di euro da spendere, per i servizi e per le opere, come state monitorando il rischio di infiltrazioni mafiose?

«Sul possibile rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti sono stati lanciati diversi allarmi, ma credo che le attività di monitoraggio e controllo messe in campo dal prefetto di Messina attraverso gli ordinari strumenti di verifica siano garanzia sufficiente».

Possiamo riuscire a far capire alla gente che abita a Taormina e nei dintorni cosa succederà in concreto in quei giorni, saranno reclusi vivi, potranno uscire, potranno buttare la spazzatura, visto che la città sarà “blindata”, con chiusura totale e controlli di sicurezza, per giorni e giorni?

«Già il presidente Renzi in occasione della presentazione del logo aveva avvertito i taorminesi dei disagi a cui inevitabilmente sarebbero andati incontro in quei giorni e oggi, a quasi quattro mesi dal quell’evento, le sue parole sono quanto mai attuali: “Ci sarà una zona rossa, chi vorrà entrare in casa avrà bisogno di un badge. I residenti avranno dei disagi non banali”. Ecco, sarà effettivamente così e gli abitanti di Taormina avranno effettivamente “dei disagi non banali”. Certamente non saranno reclusi vivi e potranno liberamente uscire ed entrare nelle loro abitazioni, ma per garantire la sicurezza dell’evento saranno necessarie alcune limitazioni. Quali saranno queste limitazioni in dettaglio è ancora oggetto di valutazione ma a breve il quadro complessivo sarà ancora più chiaro».

I numeri che ci aspettano sono impressionanti, si parla di 5mila partecipanti, 7mila giornalisti, migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine, un’organizzazione complessa nazionale, lei come fronteggerà per parte sua la situazione e come intende informare la gente?

«Si, effettivamente i “numeri” dell’evento sono molto alti, anche se su qualche voce forse c’è un po’ di esagerazione. Comunque, tutta la Questura è ormai quasi completamente proiettata sull’evento. Come lei giustamente osserva, i numeri e l’evento in sé e per sé, richiedono uno sforzo eccezionale. Con me lavora uno staff di colleghi e di personale che si dedica al G7 praticamente 24 ore su 24. Si susseguono riunioni su riunioni diverse volte nel corso della giornata e il filo con Taormina è praticamente ininterrotto. Vogliamo cercare di prevedere tutto ciò che appare prevedibile ed approntare le soluzioni più idonee nei vari settori. In questo è fondamentale il contributo dei colleghi degli uffici centrali del Dipartimento. Veramente un bel lavoro di squadra, coordinato dal vice direttore generale della Pubblica sicurezza con funzioni vicarie, il prefetto Savina. Per quanto riguarda la doverosa informazione ai cittadini, utilizzeremo i nostri consueti canali di comunicazione istituzionale affidata al portavoce del Questore».

Cosa si prova ad organizzare la sicurezza di un evento planetario, che tipo di sfida è per lei e i suoi uomini?

«Guardi … è una sfida esaltante e tutti noi ne abbiamo piena consapevolezza. Ci sentiamo come una squadra di provincia che si trova a giocare la finale di Champions League, esserci, essere in campo, è già un privilegio e affronteremo la finale con tutto il coraggio, l’entusiasmo e la passione di cui siamo capaci. Ci sono giornate in cui la stanchezza ci travolge, le incazzature si sommano, i muri sembrano invalicabili, ma poi tutto passa e basta una battuta per smorzare la tensione e farci andare a casa con la voglia di ritornare l’indomani per rimetterci al lavoro. Siamo una squadra, è questa la nostra forza, una squadra che ha accettato una sfida che vuole assolutamente vincere, assieme a tutte le componenti della più complessa e articolata Squadra Stato». (n.a.)

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