Venerdì, 19 Ottobre 2018
MESSINA

Palazzo Zanca, bilancio e programmazione

di
bilancio, comune, messina, programmazione 2017, Messina, Archivio
Nuovi debiti fuori bilancio per oltre 33 milioni

Programmazione. Il 2017 deve essere l'anno della visione per il futuro di Messina. L'ordinanza per i rifiuti è stata l'ultima toppa in ordine di tempo messa sul vestito logorato da anni di amministrazioni che non sono risciute a dare una strategia anche solo ai servizi essenziali della città.
Adesso arriva, con un anticipo che a queste latitudini sorprende, il previsionale del prossimo anno. Un coupe de theatre che raddoppia il numero di bilanci presentati in un mese visto che a inizio mese era arrivato il previsionale 16, quello sì in clamoroso ritardo.
Adesso si rimette in linea Palazzo Zanca e lo fa dando seguito alla cocciutaggine dell'assessore Luca Eller, il meno accorintiano fra gli accorintiani.
Aveva detto rimettiamo in linea i conti ed efficientiamo la macchina e ci sta provando. La giunta ha un anno e mezzo per trasferire sul campo quello che la teoria di un documento contabile può disegnare. “e' un bilancio fatto per questa amministrazione e per chi verrà dopo- sottolinea l'assessore toscano- e lo definirei quelo della stabilizzazione e della moderata crescita”.
Poi spende parole che puntano a coinvolgere il consiglio comunale con cui la liaison non è quasi mai amorevole. “Sono state utilissime le indicazioni dell'Aula che hanno migliorato e specificato il documento – ha detto Eller. Ma come cambia il bilancio 2017 che Messina adesso dovrà approvare entro fine marzo? Una decina i milioni che sono stati guadagnati rispetto a quello del 2016 che deve andare a consuntivo entro aprile. Sono frutto del risparmio sulla multa da oltre 2 milioni e mezzo di euro che da anni Messina doveva pagare per aver sforato il tetto del rientro del 36% sui servizi a domanda individuale. Arriveranno da Roma, quest'anno , i 2,7 milioni per pagare gli stipendi dei precari che nel frattempo sono stati stabilizzazione. Tutto il resta arriva dalla spending review. Questo tesoretto servirà a pagare maggiori e migliori servizi al cittadino.
Eller sottolinea come 5 milioni circa serviranno per i servizi sociali i cui bandi scatteranno a gennaio e che saranno tagliati sulle esigenze delle fasce deboli e non solo su quelle dei lavoratori. Gli altri soldi saranno reinvestiti nella mobilità e nella scuola. La cassa del Comune è in attivo di sedici milioni e questo eviterà di ricorrere al dispendioso anticipo di cassa.
E ora? L'augurio è che l'approvazione in tempi europei del previsionale, non sia un arrivo ma una partenza. Prima arriva e viene esaminato e approvato dal consiglio,prima partono bandi e gare d'appalto. I soldi, i servizi, se restano sulla carta o se finiscono impanati fra gli uffici, rappresentano solo un bell'esercizio di stile. E Messina ha bisogno di una programmazione concreta.

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