Mercoledì, 14 Novembre 2018
MESSINA

Porto a sud, ora il dragaggio

di
dragaggio porto a sud, Messina, Archivio
Fanghi estratti, il ministero vuol capire

L'intesa è stata raggiunta nelle ultime ore in base a quanto previsto dalla convenzione che regolamenta la gestione del bacino. Nell'accordo, infatti, è previsto che la Comet si faccia carico del dragaggio di 13 mila metri cubi di sabbia all'anno. E siccome nel 2016 ha già provveduto per 10 mila, dragherà i restanti tre mentre per quella eccedente anticiperà parte della dotazione del 2017. Le procedure saranno ancora più rapide rispetto a quelle dell'Authority che comunque nei mesi scorsi aveva già appalto le opere. Comet ha già quindi commissionato l'intervento alla ditta Scuttari che nel fine settimana potrebbe iniziare e completare l'intervento che ripristinerebbe la piena funzionalità delle due invasature. Al momento, dopo la mareggiata dello scorso ottobre e quella del precedente fine settimana, la navigazione in entrata e in uscita dall'approdo a sud deve avvenire alternativamente. Manovra questa che negli ultimi due giorni ha rallentato le operazioni delle bidirezionali e di conseguenza, sono state concesse delle deroghe ai tir per la rada S. Francesco quando l'attesa nei piazzali superava i 60 minuti. Ma da questa emergenza, stavolta si dovrebbe uscire con prospettive lusinghiere: intanto perché l'autorizzazione regionale prevede il dragaggio di ben 60 mila metri cubi, il che vuol dire mettersi al riparo per le prossime mareggiate. Ma soprattutto in vista dell'imminente convocazione della commissione per i lavori pubblici che, il 23 novembre, potrebbe dare il via definitivo alla realizzazione del nuovo porto i cui lavori da 70 milioni di euro circa sono stati aggiudicati alla Coedmar. Solo dopo questo passaggio, infatti, si potrebbe finalmente stipulare il contratto. E in questo accordo, è compreso preliminarmente, da parte dell'impresa, il dragaggio di 135 mila metri cubi di sabbia dalle adiacenze dell'imboccatura delle invasature esistenti. Vorrà dire che, in attesa delle realizzazione delle altre che potranno ospitare anche le autostrade del mare, l'approdo a sud potrà operare senza il rischio di nuovi insabbiamenti.

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