Sabato, 26 Settembre 2020
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MESSINA

Un tappeto d’immondizia infesta quattro mercati

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Un tappeto d’immondizia infesta quattro mercati

Un vero e proprio muro di gomma. È quello contro cui si scontra ogni giorno MessinAmbiente nei mercati cittadini. Il reportage fotografico pubblicato a corredo dell’articolo è solo uno spaccato dello scenario “post-bellico” che si presenta agli operatori, e anche ai cittadini, subito dopo la fine di una giornata di lavoro.

Resti di animali, pesce in decomposizione, cartacce e plastica degli imballaggi, cassette di legno. Il campionario è il più vario possibile con il comune denominatore della costanza. Al Vascone più che al S. Orsola la situazione ogni giorno è intollerabile. E la cosa più insopportabile è che si stava meglio quando si stava peggio. Infatti, da quando è stato deciso di eliminare l’obbrobrioso enorme scarrabile fuori dai mercati, nel quale venivano gettati tutti tipi di rifiuti, per far posto al cassonetto dell’umido e ai roller per il cartone, la situazione è peggiorata ed è cresciuto l’impegno lavorativo delle squadre di pulizia. Molto spesso i cassoni assegnati ai singoli operatori restano mezzi vuoti. E per tutta l’area del mercato nascono piccoli, grandi depositi di resti della giornata. Quello che prima veniva gettano nel cassone del camion ora è sparso in tutto il mercato.

L’effetto immediato è che adesso per tutti gli spazi cittadini non bastano più venti operatori al giorno per fare le pulizie. Prima impiegavano un paio di ore per spazzare gli spazi e portar via lo scarrabile, adesso iniziano in molti casi alle 14,30 e finiscono alle 20.

«Devono pulire a mano tutto lo spazio. Ore che sono tolte ad altri servizi e che aumentano i costi di quello della pulizia mercati – dice il direttore tecnico di MessinAmbiente Roberto Lisi – questo perché non si vuole differenziare e si pensa che quei luoghi siano di tutti e di nessuno: tanto poi passano i netturbini e portano via tutto! Questo pensano coloro che operano nei mercati. Serve controllo, un controllo severo e continuo. Nelle altre città ci si riesce ma a Messina ogni regola diventa eccezione». Chiede il sostegno delle forze dell’ordine Lisi e lo fa anche perché in mezzo a cassette e frutta marcia, spesso vengono abbandonati resti animali, carne o pesce, che non può finire in discarica tal quale ma va gestita per legge come rifiuto speciale. «Costerà qualcosa di più ai commercianti – spiega – ma va fatto altrimenti si rischiano seri problemi igienico sanitari. E in questa settimana vogliamo rientrare allo Zaera». In questo mercato, al primo tentativo di avviare la differenziata, la protesta si è levata così alta da far decidere per il posticipo del provvedimento. Poi c’è il capitolo del Mandalari. Sul viale Giostra previste due giornate di attività per il mercato dell’abbigliamento: martedì e venerdì. Ma la domenica è allestito quello dell’usato per il quale il Comune registra quattro esercenti. In realtà ce ne sono almeno dieci volte tanto a giudicare da ciò che viene trovato ogni lunedì mattina dai netturbini. Nessuno raccoglie ciò deve essere gettato, e in tutta l’area regnano sporcizia e senso di impotenza.

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