Martedì, 23 Ottobre 2018
ROCCA DI CAPRILEONE

Premeditazione esclusa, Oriti condannato a 24 anni

andrea bruno, sebastian oriti, Messina, Archivio
Esclusa la premeditazione, Oriti condannato a 24 anni

Esclusa la premeditazione. Per questa eccezione, sollevata dalla difesa e accolta, ieri pomeriggio, dopo tre ore di camera di consiglio, la Corte d’Appello di Messina (presidente Maria Pina Lazzara, a latere Vincenza Randazzo), in parziale riforma della sentenza all’ergastolo di primo grado, ha condannato a 24 anni e 3 mesi di reclusione Sebastian Oriti, 21 anni, di Rocca di Caprileone, che era e resta ristretto in carcere, con l’accusa di omicidio nei confronti del meccanico Andrea Oberdan Bruno, ucciso a coltellate a 24 anni, la mattina dell’11 febbraio 2013, a Rocca di Caprileone.

È finito in un giorno il processo di secondo grado nato dal primo, che era sfociato nel carcere a vita per l’imputato, con la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Messina il 2 aprile dello scorso anno. Proprio sul riconoscimento della premeditazione si è discusso tra i legali dopo che, al termine della requisitoria, il sostituto procuratore generale Enza Napoli, aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

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