Venerdì, 21 Settembre 2018
CALCIO

Messina senza gol, la svolta passa dal cambio del modulo

di
messina calcio, Messina, Archivio
Messina senza gol, la svolta passa dal cambio del modulo

Fino al primo gol del Lecce, la partita del Messina, in fase di contenimento, era stata quasi perfetta. A far saltare il banco, la rete dell’ex Surraco, capace di finalizzare un clamoroso contropiede concesso, scriteriatamente, dai peloritani e forse generato da un fallo non fischiato su Parisi. A fare il resto l’ingenua espulsione di Baccolo  e lo scarso peso offensivo dei biancoscudati. Con quella di “Via Del Mare” sono quattro le partite che il Messina conclude senza segnare, un dato impietoso per una squadra che paga l’assenza dei suoi migliori giocatori d’attacco Tavares e Gustavo e la mancanza di soluzioni alternative, compresi i gol su palla inattiva. 

Campanelli d’allarme non colti neppure dal tecnico Arturo di Napoli che sta continuando ad insistere sul sistema di gioco 4-3-3 quando, forse, sarebbe stato il caso di cominciare a proporre qualcosa di diverso, visto che gli  attaccanti non riescono ad incidere, né con i movimenti, né con i gol. In avanti non ci sono grandi alternative, meglio, quindi, affidarsi ad altro anche per non risultare troppo scontati.

Detto questo, la classifica rimane, comunque, brillante e può essere migliorata in modo significativo da qui al giro di boa, fermo restando che occorre il via libera della società, sempre impegnata a sistemare conti che non tornano mai. Giusto, quindi, guardarsi dietro ma la squadra, con i puntelli giusti, può anche giocarsela per la zona play-off anche in considerazione del fatto che, Cosenza a parte, nel girone di ritorno avrà tutte le sfide con le migliori al S.Filippo.

Preoccupa la situazione disciplinare. Con le ammonizioni rimediate ieri, Martinelli e Parisi sono finiti nella lista dei diffidati dove già si trovava, da parecchie settimane, Giorgione. E sabato prossimo, al S.Filippo,  contro l’Akragas, senza lo squalificato Baccolo, serve una pronta risposta per alimentare sogni, speranze ed aspettative che, al netto dei problemi di stretta attualità, passano soprattutto da una società capace di cogliere l’attimo con investimenti mirati e produttivi.

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