Mercoledì, 19 Settembre 2018
MESSINA

Ampio malcontento
degli operai forestali

forestali messina, Messina, Archivio
Ampio malcontentodegli operai forestali

Da questa mattina i forestali siciliani presidiano a oltranza il territorio dell’Isola, “tutte le città e tutti i Comuni”. Inoltre, rappresentanze di lavoratori e sindacati sostano “davanti a tutte le Prefetture e a tutte le Questure della regione”. A Messina il presidio dei forestali è iniziato nella prima mattinata di oggi presso la sede dell'Azienda Foreste, sul viale San Martino, alla presenza dei segretari generali di Fai, Flai, Uila Calogero Cipriano, Giovanni Mastroeni, Salvatore Orlando e del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese. Cisl e Fai, la federazione cislina dell’agroalimentare, in una nota affermano che “dopo il tira e molla sulla delibera Cipe durato mesi e conclusosi positivamente nei giorni scorsi, e dopo giornate di lotte campali, oggi vengono accampate ulteriori, non meglio precisate difficoltà legate al patto di stabilità, che inficerebbero la possibilità immediata di reimmettere in servizio i lavoratori sospesi così come invece comunicatoci ufficialmente nei giorni scorsi”. “Assistiamo allibiti a questo tira e molla”, dichiara Fabrizio Colonna, segretario della Fai Cisl Sicilia. E Mimmo Milazzo, segretario generale regionale Cisl: “Il governo si assuma le proprie responsabilità anche sforando il patto di stabilità, per inserire al lavoro i forestali. Altrimenti ne tragga le dovute conseguenze”. “Siamo allibiti per l’ennesima beffa perpetrata dalla classe dirigente politica, amministrativa e burocratica della Regione”, denunciano Cisl e Fai puntando il dito contro “la spocchia degli onorevoli dalla pancia piena che parlano di privilegiati riferendosi a precari e forestali molti dei quali, con l’unico reddito da lavoro, sostentano le loro famiglie”. I forestali siciliani rinunceranno a quest’ennesima forma di lotta solo quando saranno immessi in cantiere, precisano Cisl e Fai sottolineando “l’inettitudine, l’inconsistenza, l’inaffidabilità assoluta e la latitanza dimostrate dalla classe dirigente regionale”

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