Venerdì, 21 Settembre 2018
MESSINA

L’odissea dei viaggiatori sullo Stretto...

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 Pendolari e viaggiatori: quanta fatica e, soprattutto, quanta pazienza! E meno male che c’è una società privata di traghettamento a garantire il servizio anche nelle ore notturne, altrimenti centinaia e centinaia di persone resterebbero a Villa San Giovanni chissà per quanto tempo prima di poter raggiungere Messina. E se ciò accade, ovvero raggiungere soprattutto nelle ore serali il territorio peloritano, lo si deve solo ed esclusivamente alla società “Caronte & Tourist” che garantisce ogni 40 minuti (fino alle 22) e ogni ora e 10 minuti (nelle ore notturne) il collegamento con l’altra sponda. Un servizio garantito 24 ore su 24. E, anche per i passeggeri, lo fa alla rada San Francesco, in piena città senza così costringere utenti e accompagnatori a lunghi ed estenuanti trasferte non sempre comodissime in periferia. Le navi delle Ferrovie dello Stato (che sporcizia e, soprattutto, quanta anarchia!!!) hanno di fatto abbandonato la città dello Stretto costringendo i pendolari (da Messina però solo fino alle 22,50 per riprendere servizio poi alle 8,10 a dispetto degli orari degli uffici e delle scuole) a salire nelle navi adibite a trasporto di treni con le comprensibili difficoltà. Ma c’è di più. Proprio le Ferrovie “pubblicizzano” per le bidirezionali come ultimo orario di partenza, da Villa San Giovanni, le 23,35 ma spesso, come testimoniano centinaia di utenti, la nave non parte, viene “soppressa” in... autonomia, all’ultimo momento, con buona pace di chi, armi e bagagli al seguito, non vede l’ora di tornare a casa per trovare un poco di pace. E allora che fare se alle 23,35 la nave delle Ferrovie non parte. Con qualsiasi condizioni meteo bisogna armarsi di tanta pazienza e, bagagli al seguito, percorrere circa un chilometro a piedi per poter salire su una nave della “Caronte & Tourist”. Ma qui c’è uno dei tanti problemi: la nave delle “Ferrovie” partirebbe (il condizionale è d’obbligo) alle 23,35, mentre quella di “Caronte & Tourist” parte alle 23,40. Cinque minuti di differenza nei quali è impossibile percorrere il tratto che separa i due ormeggi. A questo punto bisogna attendere la successiva che, da Villa San Giovanni è un’ora dopo, a mezzanotte e 40. Sessanta interminabili minuti da passare sul molo - vista l’assenza di strutture ricettive - senza neppure poter sorseggiare una bevanda calda per la mancanza di attività che operano nel campo della ristorazione. Ma si va anche oltre. Chi, per risparmiare tempo, parte da Roma Termini con il “Frecciargento 9377” alle 17,30 impiega soltanto cinque ore per raggiungere Villa San Giovanni. Alle 22,30, orario di arrivo del treno, le bidirezionali delle Ferrovie non garantiscono alcuna corsa (quella prima è alle 21,55, quella successiva - spesso soppressa - è alle 23,35). Unica chance resta dunque la nave della società privata di traghettamento. Nave che, però, parte alle 22,40 non consentendo ai viaggiatori, in soli 10 minuti (quando il treno non porta ritardo) di arrivare al molo d’attracco. L’altra nave è alle 23,40, ovvero un’ora dopo. Conti alla mano, quindi, il viaggiatore percorre in 5 ore la tratta Roma Termini-Villa San Giovanni (circa 700 chilometri), e poi, per riuscire a percorrerne altri 3,5 (la distanza che separa le due sponde) impiega almeno un’altra ora e mezza! Ma ci sono altri esempi che tastano il polso di una situazione che merita di essere sanata. Chi, sempre da Roma Termini, parte alle 16,26 con l’Intercity 561 arriva a Villa alle 23,28. La prima nave utile della “Caronte” è alle 23,40 con una differenza di 12 minuti. Anche in questo caso troppo pochi. Non fattibile, poi, arrivare alle prime ore del mattino: il “Frecciarossa 1000” 35655 con partenza alle 22,05 da Roma Termini, arriva alle 4.25. In questo caso il viaggiatore ha due opzioni: o cambiare treno (alle 4,25 del mattino!!!) salendo sull’Intercity 1955 che arriva a Messina alle 6,10 (quasi due ore dopo!!!) o “optare” per la Caronte che, però, è alle 5,20 (la precedente è alle 4.10). Quale la soluzione allora? Bisogna affidarsi alla comprensione di “Caronte & Tourist”: società che, proprio alla luce degli orari dei treni, dovrebbe rivedere gli orari delle sue navi. Che, speriamo e auguriamo, continuino a collegare le due sponde ancora per tanto tempo. Nel frattempo pendolari e viaggiatori ringraziano e sperano anche che, prima o poi, sia per loro riservata una sala d’attesa lontana dalle intemperie...

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