Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

Emergenza cinghiali,
S. Licandro rilancia l’sos

emergenza cinghiali, Messina, Archivio

 Molti sono spaventati, altri arrabbiati perché quando arrivano i cinghiali non interviene nessuno, tutti preoccupati e sconcertati. È davvero senza precedenti una simile avanzata di cinghiali nel cuore di San Licandro ovvero della zona nord più popolosa: a poche decine di metri dalla trafficatissima Circonvallazione, lì dove dal viale Regina Elena si diparte la via Sciascia. E la chiesa di San Francesco ed il Bar Rizzo sono i riferimenti comuni. Un dato sembra assodato. Più passano le settimane, i mesi di convivenza forzata con queste apparizioni e intrusioni di cinghiali, e più si comprende che, senza interventi mirati, qualcuno potrebbe pagarne le conseguenze, anche in modo drammatico, o prendersi un malore per lo spavento. «Il Bar Rizzo è qui dal 1971 – sottolinea il titolare, Ciccio Rizzo, 47 anni, e i cinghiali da queste parti non si erano mai visti. Mai scesi, a Messina, così in basso. Adesso noi possiamo andare ad aspettarli, osservarli e fotografarli, a debita distanza: affluiscono dalla collina di Forte Ogliastri su queste prime pendici, e procedono in fila indiana lungo il muraglione dell’area del rifornimento, ed entrano senza problemi all’interno dei condomìni». L’appello: «S’intervenga presto con una soluzione, spero ve ne sia un’altra rispetto all’abbattimento integrale, ma così, è certo, non si può andare avanti». Coglie nel segno Rizzo come quanti a San Licandro si sono già imbattuti nella vista choc, tra case ed auto, di file di cinghiali, grandi e piccoli, affamati. Paola Gemelli, 21 anni, risiede nella palazzina B del Complesso Pace, il cui cortile-parcheggio quasi si mescola con quelle prime pendici alberate: «Mi è capitato di filmarli, d’altronde ormai si vedono un pomeriggio sì ed un no. Compaiono all’improvviso tra gli alberi, aggirano una piccola recinzione ed entrano nel cortile. Altre volte vanno si dirigono invece fuori, verso i cassonetti, attratti dagli odori dei resti alimentari, o magari dai gatti». Nessun dubbio: l’immissione e la proliferazione a ridosso dell’abitato hanno fatto sì che i cinghiali temano sempre meno l’uomo. Arrivano sospinti dalla fame cercano resti nell’immondizia, prodotti della terra in orti e giardini, animali anche domestici. Ed a tanti messinesi residenti in eleganti complessi e storiche cooperative a ridosso della Circonvallazione (Pace e Concordia di San Licandro, Palazzo dei Giornalisti accanto al Parco Aldo Moro) è capitato di dover assistere alle singolari intrusioni, diurne e notturne. Alcune famiglie del “Pace” lunedì scorso si sono arrabbiate e indignate perché nessuna delle Centrali operative contattate si dichiarava competente per l’intervento. Oggi c’è chi ha paura per i bimbi in cortile, chi s’inquieta per le coronarie dei suoi cari, ma altri riflettono sulla tubercolosi bovina riscontrata in una carcassa e “sospetta” per altre trenta.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook