Mercoledì, 26 Settembre 2018
CALCIO

Dirty Soccer
Messina d'attacco
per ribaltare verdetto

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Chiusa la fase dibattimentale nel processo d’appello su Dirty Soccer, il Messina attende con spasmodica attesa e fiducia la sentenza della Corte Federale che si esprimerà nel week-end dal momento che lunedì mattina, nella cornice dell’Expo di Milano, è in programma il consiglio federale chiamato a ratificare le decisioni della giustizia sportiva e dare un nome alle incognite spuntate nei calendari di serie B e Legapro. A Roma la squadra di cinque avvocati schierata dal Messina ( Fabrizio Duca, Federico Menichini, Lorenzo Maestrini ) dello studio Grassani, affiancati dai messinesi Giovanni Villari e Alberto Leo, ha cercato di “smontare” la sentenza di primo grado, puntando, principalmente, su due aspetti: la lunga squalifica inflitta al presidente della Vigor Lamezia Claudio Arpaia ( e quindi il coinvolgimento diretto negli illeciti dell’ex presidente bianco verde) e la pena, non afflittiva, per il Barletta ( sanzionato con un poco significativo -2 che non sconterà mai perché la società ha rinunciato all’iscrizione in Legapro). E per rafforzare la tesi sono stati citati i casi di fattispecie di Nocerina e Ravenna, sanzionati dalla giustizia sportiva.

Per rappresentare al meglio i diritti di squadra terza interessata è stata, pertanto, chiesta, come la procura, l’esclusione/retrocessione della Vigor Lamezia e una pena di 8 punti per il Barletta da scontare, però, nella scorsa stagione e non nella prossima come disposto, erroneamente secondo il Messina, dal tribunale nazionale federale. In questo modo i pugliesi finirebbero dietro i peloritani nella classifica finale.

Inutile avventurarsi in previsioni o alimentare illusioni. Il Messina partiva con una  sentenza di primo grado totalmente sfavorevole. Le possibilità di ribaltare il verdetto non sono tante,  ma ci sono.

In caso di sentenza negativa, il Messina potrà rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado di giudizio sportivo. Non è, comunque, da escludere che la società, eventualmente, possa spingersi oltre e, cioè alla giustizia ordinaria con un ricorso al Tar de Lazio, competente per questo tipo di controversie.

Parallelamente, la società sta seguendo un’altra strada per la riammissione in Legapro, quella tracciata dal Seregno, a cui si sono accodate altre società di serie D, che ha chiesto al Coni di rivedere la decisione del consiglio federale di inizio agosto sulla riduzione arbitraria d’organico della terza serie da 60 a 54 squadre. La discussione al Coni è prevista il 3 settembre.

 

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