Mercoledì, 19 Settembre 2018
CALCIO

Il Messina chiede
giustizia, il club
disposto a tutto

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L’appello su Dirty Soccer si terrà venerdì a Roma alle 9.30 la sentenza, invece, sarà resa nota lunedì mattina, ma è probabile che i giudici decidano già nel pomeriggio. Il Messina, rappresentato dallo studio legale di Mattia Grassani e dall’avvocato Giovanni Villari, chiederà di ribaltare il verdetto sfavorevole di primo grado che, di fatto, ha salvato Vigor Lamezia e Barletta. In caso negativo, il Messina potrà rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni, ultimo grado di giudizio sportivo. Non è, comunque, da escludere che la società possa spingersi oltre e, cioè alla giustizia ordinaria con un ricorso al Tar de Lazio, competente per questo tipo di controversie.

Si preannuncia grande battaglia anche perché il presidente Natale Stracuzzi, che della questione ha parlato anche con il suo omologo della Figc Carlo Tavecchio a Taormina, vuole difendere il suo investimento che rischia di essere assolutamente improduttivo in serie D, viste tutte le passività che sono state rilevate dalla vecchia proprietà.

In questo contesto, il Messina guarda con grande interesse al ricorso presentato dal Seregno al Coni e che sarà discusso all’inizio di settembre contro la diminuzione dell’organico di Legapro, decisa dal consiglio federale. Un taglio di sei unità, da 60 a 54, che comporta un nuovo format del campionato con tre gironi da 18 squadre. Una cura dimagrante che non è andata giù neanche all’assocalciatori che, tardivamente, ha preso posizione sulla questione. Stranamente, per dare maggiore incisività alla protesta,  non è stato ancora minacciato il blocco del torneo dal momento che la riduzione di squadre comporta una notevole perdita di posti di lavoro. Oltre al Seregno sono in attesa altre formazioni, il Monopoli, che dovrebbe occupare il 54esimo posto, Sambenedettese, Taranto, Viterbese e Fondi che porterebbero il conto a 59. L’ultimo posto disponibile potrebbe andare al Messina. Per il momento solo un’ipotesi e domani a Firenze saranno persino resi noti i calendari di Legapro, quelli a 18 squadre con le incognite, scenari che, però, potrebbero cambiare drasticamente nel giro di una settimana.

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