Venerdì, 21 Settembre 2018
MESSINA

«Ilaria era una bambina, non faceva uso di droghe»

 «Mia sorella era una bambina, aveva solo 16 anni e tanta voglia di vivere. Non faceva uso di stupefacenti. Se le analisi diranno il contrario vuol dire che qualcuno le ha messo qualcosa in un cocktail che aveva bevuto poco prima». A parlare è Lillo Boemi, fratello di Ilaria, la sedicenne morta nella notte di domenica scorsa sulla spiaggia del Ringo, a ridosso del viale della Libertà. L’autopsia sul corpo della minorenne è stata eseguita ieri mattina, su incarico del sostituto procuratore della Repubblica Stefania La Rosa, dal medico legale Antonio Messina. Dovrà essere lui a chiarire all’autorità giudiziaria il perché si è fermato il cuore di Ilaria. «Mia sorella - prosegue il fratello Lillo, che lavora in un cantiere edile - è stata dipinta come una senza regole, tossicodipendente, abbandonata dalla famiglia. Non è così. Lei era ribelle, così come possono esserlo tutti i ragazzi della sua età. Andava controcorrente ma con i genitori aveva un rapporto meraviglioso. Così come tanti adolescenti aveva anche le sue passioni: suonava la chitarra, cantava con gli amici, frequentava una palestra dove praticava judo. Odiava i tatuaggi, tanto da non averne nemmeno uno al contrario di tanti suoi coetanei che facevano parte del suo giro di amicizie. Quella sera aveva in tasca 10 euro, che le aveva dato la mamma. Si sono sentite telefonicamente alle 22,30 e Ilaria ha detto di essere a piazza Duomo in compagnia di alcuni amici. Quando la madre - cosa che faceva abitualmente - le ha detto che sarebbe andata a prenderla con la macchina per riportarla a casa lei ha chiesto di poter restare ancora un poco perché con alcuni amici doveva andare da qualche parte. Poi, prima di chiudere la conversazione ha detto “Ti voglio bene mamma”. Oggi lo leggiamo come un presentimento. Ilaria era una ragazza onesta, umile ma molto riservata e non diceva spesso di volere bene a qualcuno. All’orario concordato la mamma l’ha richiamata ma il telefono era irraggiungibile. Non ci siamo preoccupati perché era accaduto altre volte. Quando Ilaria non riusciva più a comunicare, e quindi non sapeva più come farsi venire a prendere, andava a dormire da Silvio, il suo amico del cuore. La mattina, quando ci siamo svegliati, abbiamo telefonato a casa del ragazzo, scoprendo che Ilaria da lui non c’era. Quasi contestualmente, leggendo il giornale, abbiamo visto la notizia del rinvenimento di una ragazza ormai senza vita sulla spiaggia. Abbiamo sperato fino all’ultimo che non fosse lei. Invece ora mia sorella è dentro una bara e non tornerà mai più. Oggi non sappiamo che fine abbiano fatto il suo cellulare e le chiavi di casa».

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