Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Porto Tremestieri, Delrio apre sui fondi ma è cauto sui poteri speciali

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A misurare la volonta di chiudere l’operazione porto tremestieri , c’è il fatto che il ministro delle infrastrutture sia stato letteralmente trascinato a Palazzo Zanca. Era di passaggio dalla Calabria, dove aveva inaugurato un tratto di A3, alla Sicilia ,perché oggi  si inaugurava la nuova darsena di Catania. Delrio aveva chiesto un incontro informale al bar ed invece poi ha trascorso una mezz’oretta a  Palazzo Zanca con il Sindaco con gli assessori Signorino, de Cola, Cacciola e Pino e anche il presidente del Consiglio Emilia Barrile.

Gli argomenti portati erano due: il porto di Tremestieri e gli svincoli di giostra per i quali è il ballo un’operazione salva conti con l’Anas . Nella stessa giornata, ma di mattina, la famiglia Boscolo della Coedmar era stata anch’essa a Palazzo Zanca. Al gruppo di sottomarina di Chioggia preme sapere quando potrà cominciare a lavorare a Tremestieri alla più grande opera infrastrutturale della storia recente della città.

I passaggi chiave, quelli che porteranno alla firma del contratto, passano in primis dai soldi e poi dai poteri speciali, utili in fase di autorizzazioni.

Su questi argomenti l’atteggiamento del ministro è apparso diverso. Per quanto riguarda i finanziamenti la disponibilità a far transitare la trentina di milioni dal prestito Dexia alla contabilità autonoma dell’opera, e quindi nella disponibilità diretta del comune ente appaltante, è pienamente confermata dal fatto che il numero due del governo Renzi, ha invitato, già nella prossima settimana, uno dei responsabili del progetto da 72 milioni di euro al Ministero per definire una volta su tutte la vicenda. Si prevede una lunga riunione con il dirigente del MIT, ma necessaria per non veder naufragare prima che nasca tutto il progetto. Una disponibilità meno palese, sarebbe stata dimostrata sul tema dei poteri speciali. Gli scandali sulle grandi opere  riportati dalle cronache nazionali di questi mesi, in molti casi hanno il comune denominatore della gestione con poteri speciali. Il vantaggio di avere, un responsabile unico, sia esso il sindaco il prefetto o un commissario, potrebbe accorciare anche di mesi una procedura che rischia altrimenti di diverse verifiche amministrative alla Regione. Su questo argomento, non rigidità ma cautela, da parte di Delrio. Dovrà essere brava Messina a convincerlo che non c’è altro tempo da perdere, perché troppo se ne è già perso per avere un porto per il traghettamento dello stretto degno di questo millennio.         

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