Sabato, 25 Settembre 2021
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MESSINA

Nuovo porto,
relazione a Roma

Dopo la “firma storica”, adesso servono altri due poderosi passaggi concreti. L’iter per aprire i cantieri del porto di Tremestieri è giunto a un decisivo punto di svolta. Non è certo il momento di cantare vittoria e, se qualche nota è suonata già in tal senso quando la Regione ha concesso allo Stato l’ampliamento a sud delle aree portuali, sicuramente è stata prematura. Il traguardo della grande opera per Messina non è più lontano ma la ricostituzione della copertura finanziaria, vista l’imminente fine del mutuo Dexia da 35 milioni, e ancor più la questione dei poteri speciali, hanno bisogno di tutte le istituzioni: Stato, inteso sia come Ministeri che come Protezione civile; Deputazione nazionale; Comune di Messina quale responsabile dell’appalto da 80 milioni; ed Autorità portuale in quanto ente già finanziatore e pronto a sostituire, in tutto o in parte, anche il mutuo mancante. Ma cos’è, di fatto, avvenuto dal 9 luglio, ovvero da quando a Roma il ministro Delrio ed il governatore Crocetta hanno presenziato alla firma del decreto di ampliamento? Qualcosa, ma non basta. Il responsabile del procedimento, l’ing. Francesco Di Sarcina ha consegnato al Ministero Infrastrutture una nuova relazione in merito sia alla questione del finanziamento globale che alla necessità, da parte del sindaco, di disporre dei poteri speciali. Quegli stessi poteri speciali di cui le opere volute per risolvere l’indiscutibile emergenza Tir di Messina hanno sempre beneficiato: sia all’inizio, dal 2001 al 2006, con la prima gara e opera a cura dei Prefetti – i poco fortunati approdi d’emergenza – che poi con l’attuale iter avviato dal commissario Buzzanca nel 2010. Da due anni l’appalto è definitivamente aggiudicato all’impresa Coedmar che è pronta a firmare il contratto e a fornire il progetto esecutivo. Su sua richiesta, per il 24 luglio, è stata convocata a Palazzo Zanca un’apposita riunione tecnica. Il problema per la città non è certo quello dei diritti di un privato, ma quello del diritto all’efficienza e alla trasparenza. Il nodo finanziario non dà problemi, qualche approfondimento in più richiedono i poteri speciali. Ma si tenga a mente l’importanza vitale che avrebbe, anche per la gestione degli attuali approdi, aprire accanto ad essi, prima dell’inverno, i grandi cantieri del nuovo porto. Sulla base di un progetto che, non va dimenticato, ha avuto già l’okey del Consiglio superiore lavori pubblici a Roma nonché la Via del ministero dell’Ambiente.

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