Domenica, 23 Settembre 2018
ROMA

Firmato passaggio aree del nuovo porto di Tremestieri

porto tremestieri, Messina, Archivio

Ancora un altro passo, forse fra quelli più lunghi, verso il nuovo porto di Tremestieri. Oggi era il giorno delle firme a Roma, di quel protocollo abbozzato venti giorni fa sempre al Ministero dei trasporti, dai rappresentanti della Regione, del Comune e del Dicastero.

Un documento, quello siglato dal presidente dell’Authorithy De Simone, dal sindaco Accorinti, dall’assessore regionale Maurizio Croce dal governatore Crocetta e dal ministro Delrio, che segna il trasferimento dell’aree dove sorgerà il nuovo grande porto di Tremestieri, dal demanio regionale all’Autorità portuale. L’ente di via vittorio Emanuele ha già la titolarità di quasi metà dello spazio necessario per la costruzione de porto a sud. Nell’ottica di assicurare condizioni di unitarietà gestionale con l’approdo esistente, e quindi i due attuali scivoli, ecco che arriva il delicato passaggi anche di ciò che restava in capo alla Regione.

Un passaggio senza vincoli e senza canoni che ha riflessi amministrativi, determinanti sulla costruzione della grande opera.

La vicende più delicate, al di là delle firme di oggi, restano quelle economiche e dei poteri speciali.

L’ampliamento, maturato oggi, delle competenza dell’autorità portuale attiva la possibilità che l’ente, che presto potrebbe essere accorpato con Gioia Tauro, possa eventualmente aprire la sua cassaforte e, con gli avanzi di gestione, finanziare la somma che non dovesse essere disponibile sui 72 milioni di euro necessari.

E’ un’ipotesi estrema ma non improbabile, viste le lungaggini, per la raccolta dei fondi.

29 milioni li dovrebbe mettere il Ministero che estinguerà il mutuo acceso con Dexia Group girando la somma direttamente alla contabilità speciale attivata dal Comune. 18 milioni li metterà la Regione e una quindicina sono quelli dell’Autorità Portuale ha già preventivato, ed ai quali si potrebbero aggiungere i dieci che potrebbero, alla fine della raccolta, mancare. L’avvio dei lavori resta ancora piuttosto lontano, certo, visto che m,anca la firma del contratto con Coedamar e manca soprattutto la approvazione del progetto che potrebbe arrivare più rapidamente se al Sindaco venissero concessi i poteri speciali, come fu quando nacque l’attuale approdo a sud, l’embrione della più grande opera pubblica della storia recente di questa città e dello Stretto.

 

 

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