Sabato, 20 Ottobre 2018
MESSINA

Ex province
a rischio dissesto

di
province sicilia, Messina, Archivio
palazzo dei leoni

Troppe informazioni, spesso confuse, troppi allarmismi e poca chiarezza. Sul destino, ma anche sul presente della ex provincia regionale di Messina si è detto tutto e il contrario di tutto. Normale che i mille dipendenti siano preoccupatissimi se oltre su quale sarà la loro prossima destinazione hanno anche il dubbio sul ricevimento degli stipendi. Per questa ragione il commissario Filippo Romano li ha riuniti tutti nella Sala degli Specchi e ha parlato loro da padre di famiglia. Da colui che sa che qualche soldino in banca ci sarebbe, ma anche che non si può toccare perchè gran parte è vincolata. Da colui che sta facendo tutto il possibile per risparmiare sui fitti passivi o per fare cassa svendendo quelli che una volta erano i gioielli di famiglia. Quindi spiegando anche che con gli altri otto commissari siciliani si sta cercando una soluzione comune, anche amara, come potrebbe essere il dissesto pilotato, ma forse anche l’ultima mossa per salvare il salvabile. Tutto nell’inutile attesa di quella trasformazione che si attendeva ormai da oltre due anni, dai proclami di Crocetta. Lo hanno ascoltato con molta attenzione, mostrando fiducia nei suoi confronti, quella che si è persa nella politica che ha prodotto un ibrido che sta collassando. La riunione quindi si è trasformata in assemblea e, al tavolo con il commissario, si sono seduti anche i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl Uil, Csa e Diccap che hanno concordato con Romano un incontro per domani per l’esame attento della situazione di cassa. A rischio servizi fondamentali come il trasporto disabili, la manutenzione delle strade o degli edifici scolastici. Sul trasporto dei disabili il commissario ci ha assicurato di aver personalmente avvisato ad uno ad uno tutte le famiglie a cui ha spiegato quali siano le sue intenzioni per risolvere il problema entro questa settimana. L’assemblea quindi si è sciolta dopo aver programmato un sit in per giovedì davanti alla prefettura. Lo stesso avverrà anche negli atri otto capoluoghi. La politica dovrà prima o poi assumersi le proprie responsabilità su tutto questo.  

© Riproduzione riservata

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