Mercoledì, 24 Aprile 2019
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INTERVISTA AL PORTIERE DELLA JUVENTUS

Marco Storari
Un numero 1 senza età

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Paolo Cuomo
Marco Storari è uno dei protagonisti dell’incredibile stagione della Juventus che dopo il poker tricolore e il “double” in Coppa Italia, adesso sogna il Triplete nella magica finale del 6 giugno a Berlino contro il Barcellona. 
38 anni, da cinque stagioni a Torino, vice di Gigi Buffon solo perché davanti a sé ha il portiere più forte del mondo, Storari è un numero 1 senza età perché quando viene chiamato in campo non spreca mai la chance. È così diventato un ascoltato compagno in spogliatoio e la società bianconera è felice di avere in organico un eccellente professionista.
Storari è legatissimo a Messina, dove ha esordito in Serie A nel 2004 (dopo aver conquistato la storica promozione) e dove ha conosciuto la moglie, Veronica Zimbaro, che gli ha regalato due bimbi, Tommaso e Piergiorgio. 
Veronica è stata anzi la divertente protagonista del dopo-Madrid, alla testa delle “Wags” bianconere, ed anche dopo la super prestazione del marito a San Siro contro l’Inter ha reso omaggio, su Twitter, alla sua bravura con un essenziale: «Sei troppo forte. Punto e basta». 
– Storari, le sue sensazioni per la vittoria della Coppa Italia.
«Davvero tutto molto bello: conquistando la Decima siamo entrati nella storia. Continua la stagione super di un gruppo che ha grandi valori. Essere tra i protagonisti del successo, giocando da titolare l’intera competizione sino all’ultima sfida, ha avuto una significato speciale.  Inoltre, nel primo anno di Antonio Conte in panchina perdemmo proprio in finale contro il Napoli e quella sconfitta mi andò di traverso. Ecco perché vincere questa Coppa Italia è stato per me ancora più gratificante: la inseguivo da quattro anni».
– Trionfo all’Olimpico  che ha seguito di pochi giorni la splendida prestazione personale in campionato contro l’Inter a San Siro. È proprio un momento da incorniciare.
«È stata un’ottima prestazione  di tutta la squadra. Ci tenevamo a far bene –  anche se a livello di classifica contava poco – perché Inter-Juventus resta il “derby d’Italia”. Ogni giocatore vorrebbe giocarlo e io ho avuto questa preziosa opportunità. Alla fine la gioia è stata doppia: sarà una partita che ricorderò per tutta la mia vita».
– Lei è romano di origine, ma Messina la considera un “figlio adottivo” e si sta emozionando per le continue imprese realizzate con la Juventus.
«Ed io ricambio questo affetto sentendomi ogni giorno di più un messinese. A questa città devo tantissimo. Mi ha accolto come calciatore, qui ho conosciuto mia moglie Veronica, ho casa, ho un bar, ho costruito i miei interessi con alcuni investimenti e soprattutto, quando gli impegni me lo consentono, non rinuncio a trascorrervi qualche giorno di vacanza. Da Messina ho ricevuto parecchio e le sono grato: per questo, ci vivo bene e mi sento ormai un vero concittadino».  
– Cinque stagioni alla Juve, quattro scudetti consecutivi, una Coppa Italia in bacheca, la maglia bianconera sulla pelle: il sogno, a 38 anni e con il contratto in scadenza, è di chiudere la carriera a Torino?
«Sto bene fisicamente, ho ancora voglia di proseguire e in questi cinque campionati alla Juventus penso di aver dimostrato, anno dopo anno, di essere un giocatore importante, che ha sempre cercato di fare bene in campo e in spogliatoio. Con la società abbiamo già parlato e c’è la reciproca volontà di continuare questa unione. E io sono contentissimo di rimanere».
– Infine un pensiero da rivolgere al “suo” Messina, impegnato nei playout salvezza di Lega Pro.
«Ho letto che dovrà giocare il derby con la Reggina. Io ne ho disputati tanti, andati bene ma anche male. Sebbene sia solo Lega Pro, rimane un incontro fantastico e mi auguro di cuore che il Messina possa  farcela a rimanere nella categoria. Io da lontano farò il tifo. Vincere potrebbe rappresentare il punto di partenza per un domani migliore».

di Paolo Cuomo

Marco Storari è uno dei protagonisti dell’incredibile stagione della Juventus che dopo il poker tricolore e il “double” in Coppa Italia, adesso sogna il Triplete nella magica finale del 6 giugno a Berlino contro il Barcellona. 38 anni, da cinque stagioni a Torino, vice di Gigi Buffon solo perché davanti a sé ha il portiere più forte del mondo, Storari è un numero 1 senza età perché quando viene chiamato in campo non spreca mai la chance. È così diventato un ascoltato compagno in spogliatoio e la società bianconera è felice di avere in organico un eccellente professionista.Storari è legatissimo a Messina, dove ha esordito in Serie A nel 2004 (dopo aver conquistato la storica promozione) e dove ha conosciuto la moglie, Veronica Zimbaro, che gli ha regalato due bimbi, Tommaso e Piergiorgio. Veronica è stata anzi la divertente protagonista del dopo-Madrid, alla testa delle “Wags” bianconere, ed anche dopo la super prestazione del marito a San Siro contro l’Inter ha reso omaggio, su Twitter, alla sua bravura con un essenziale: «Sei troppo forte. Punto e basta». 

– Storari, le sue sensazioni per la vittoria della Coppa Italia.

«Davvero tutto molto bello: conquistando la Decima siamo entrati nella storia. Continua la stagione super di un gruppo che ha grandi valori. Essere tra i protagonisti del successo, giocando da titolare l’intera competizione sino all’ultima sfida, ha avuto una significato speciale.  Inoltre, nel primo anno di Antonio Conte in panchina perdemmo proprio in finale contro il Napoli e quella sconfitta mi andò di traverso. Ecco perché vincere questa Coppa Italia è stato per me ancora più gratificante: la inseguivo da quattro anni».

– Trionfo all’Olimpico  che ha seguito di pochi giorni la splendida prestazione personale in campionato contro l’Inter a San Siro. È proprio un momento da incorniciare.

«È stata un’ottima prestazione  di tutta la squadra. Ci tenevamo a far bene –  anche se a livello di classifica contava poco – perché Inter-Juventus resta il “derby d’Italia”. Ogni giocatore vorrebbe giocarlo e io ho avuto questa preziosa opportunità. Alla fine la gioia è stata doppia: sarà una partita che ricorderò per tutta la mia vita».

– Lei è romano di origine, ma Messina la considera un “figlio adottivo” e si sta emozionando per le continue imprese realizzate con la Juventus.

«Ed io ricambio questo affetto sentendomi ogni giorno di più un messinese. A questa città devo tantissimo. Mi ha accolto come calciatore, qui ho conosciuto mia moglie Veronica, ho casa, ho un bar, ho costruito i miei interessi con alcuni investimenti e soprattutto, quando gli impegni me lo consentono, non rinuncio a trascorrervi qualche giorno di vacanza. Da Messina ho ricevuto parecchio e le sono grato: per questo, ci vivo bene e mi sento ormai un vero concittadino».  

– Cinque stagioni alla Juve, quattro scudetti consecutivi, una Coppa Italia in bacheca, la maglia bianconera sulla pelle: il sogno, a 38 anni e con il contratto in scadenza, è di chiudere la carriera a Torino?

«Sto bene fisicamente, ho ancora voglia di proseguire e in questi cinque campionati alla Juventus penso di aver dimostrato, anno dopo anno, di essere un giocatore importante, che ha sempre cercato di fare bene in campo e in spogliatoio. Con la società abbiamo già parlato e c’è la reciproca volontà di continuare questa unione. E io sono contentissimo di rimanere».

– Infine un pensiero da rivolgere al “suo” Messina, impegnato nei playout salvezza di Lega Pro.

«Ho letto che dovrà giocare il derby con la Reggina. Io ne ho disputati tanti, andati bene ma anche male. Sebbene sia solo Lega Pro, rimane un incontro fantastico e mi auguro di cuore che il Messina possa  farcela a rimanere nella categoria. Io da lontano farò il tifo. Vincere potrebbe rappresentare il punto di partenza per un domani migliore».

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IL COMMENTO

Una colonna portante di un gruppo formidabile

di Marco Capuano

Più di un vice, una garanzia. Se da quattro anni Marco Storari sta dietro Gigi Buffon qualcosa di speciale deve averla di sicuro. L’ex del Messina da quando ha detto sì alla Signora è diventato un pilastro della formidabile armata, pur giocando poco. Nella Juventus che sogna anche di alzare la Champions al cielo di Berlino un ruolo importante ce l’ha proprio il portiere romano, ma messinese d’adozione. Più di un vice Buffon, una sicurezza tra i pali, un esempio di bravura e professionalità, costanza e umiltà, il miglior modo di interpretare lo scomodo ruolo di “secondo” con la maturità di chi si avvia al finale di carriera al massimo della forma. Un portiere partito con un borsone pieno di sogni dai campetti della Capitale e arrivato ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie quando al Milan era il vice Dida. 

 

Giocatore leale, fondamentale nel gruppo e affidabile in campo, Marco Storari continua a volare da un successo all’altro. Da quando nel 2003 il destino lo volle a Messina. Era semi-sconosciuto al grande calcio, ma fortemente determinato ad arrivare in alto. Folta chioma biondo-castano, arrivò in una fredda giornata di gennaio con un treno da Napoli per sostituire la bandiera Manitta, si mise l’imbottita casacca giallorossa addosso e la onorò per cinque anni. La prima volta a Salerno: interventi importanti e porta inviolata. Con il suo modo di essere e l’efficienza dimostrata tra i pali impiegò ben poco per conquistare la città. Subito idolo e protagonista a Messina, Storari ha anche indossato la fascia di capitano. Centoquarantanove volte in campo, una splendida promozione in A e tante prodezze nei suoi primi anni di massima serie. Era solo l’inizio di una bella carriera che l’avrebbe visto affermarsi in piazze sempre più prestigiose. Dopo Messina non solo Milano, ma anche l’esperienza di Valencia, poi il Cagliari, la Fiorentina, la Samp fino al colpo di fulmine con la Signora nell’estate del 2010. Fu Delneri ad approvare il suo ingaggio: «È bravo e serio, Storari è l’ideale», disse il tecnico di Aquileia. E Marco si ritrovò a lavorare a stretto contatto con il n.1 al mondo. Storari e Buffon diventarono subito amici. Già da quando Gigi, a causa delle bizze della sua schiena, dovette cedergli per due terzi di campionato i pali bianconeri. Marco fece il suo dovere e poi tornò al suo posto. Poco campo, ma quando ha giocato ha sempre strappato applausi. A San Siro ha respinto l’Inter, all’Olimpico ha sollevato da protagonista la Coppa Italia: Storari è il professionista esemplare che tutti i tecnici vorrebbero allenare. Ha vinto tanto, ma di sicuro la sua vittoria più bella è la splendida famiglia che lo circonda di affetti. Veronica, Tommaso e Piergiorgio sono i segreti di un giocatore completo, maturato a Messina e poi diventato una colonna silenziosa della Juventus pigliatutto.

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